Gli Eiffel 65 sono uno dei gruppi italiani più famosi al mondo secondi, forse, solo ai Måneskin. La loro Blue (Da Ba Dee) è stato un successo universale, remixato, campionato e rielaborato da tantissimi, da Flo Rida a David Guetta, da Shiva a Achille Lauro. Ma la storia del trio torinese parte da molto prima. Dalle rinunce, dalle notti in studio e, perché no, anche dal fato. Nel loro percorso hanno attraverso personaggi mitici e epoche, e nell’autobiografia curata da Maury e Jeffrey Jey (ora che Gabry Ponte ha intrapreso la carriera solista) uscita in questi giorni queste storie riprendono vita dal loro racconto in prima persona.
Vi proponiamo un estratto da Viaggia insieme a noi, in cui il gruppo si trova a imparare una grande lezione di muusica da un altro personaggo cult della scena elettronica torinese di quegli anni, Luigino Celestino Di Agostino aka Gigi D’Agostino.

In questa Torino in fermento, tanti vengono in Bliss per realizzare i loro dischi e noi siamo pronti a lavorarci insieme, a imparare ogni segreto di scrittura, ogni aspetto della produzione, ogni trick.
Sono le lezioni più belle della nostra vita. Una delle più iconiche arriva proprio prima della partenza di Maury, a settembre del 1993. Dalla finestra nota un curioso mix cromatico, quanto di più vicino ci sia a un pacchetto di pennarelli, ad accompagnare una camminata da star. Si conoscono da tempo, ma quel tipo riesce sempre a sorprenderlo. E lo farà per anni!
Maury, in jeans e stivaletti, si fionda all’ingresso. Non vede l’ora di far sentire a quel personaggio geniale e stranissimo, un vero principe della notte, il capitano indiscusso della discoteca Area, su cosa sta lavorando da giorni.
Lui lo precede, apre la porta con una manata e fa la sua apparizione con una posa da supereroe. Magrissimo, capelli lunghi, pizzetto e barba, indossa un blazer giallo limone su una camicia verde pisello, aperta sul petto: un’esplosione di peli e di collane di ogni tipo. A completare il look, pantaloni viola pastello e scarpe di vernice rossa.
Luigino Celestino Di Agostino, per tutti noi Gigi D’Agostino, squadra Maury dall’alto verso il basso.
«Oh, ma come cazzo ti sei vestito?»
Maury scoppia a ridere e fa strada verso lo studio, dove parte subito la registrazione: un loop con oltre sessanta elementi, dalla ritmica ai pianoforti. Gigi rimane immobile in piedi e nella stessa posizione. «Bella, eh, ma cosa sono questi?»
«Violini!».
«Toglili! E cos’è questo cs cs cs… qui?».
«Il charleston?».
«Eh, sì, quello! Togli! Ma hai messo il piano? Levalo. E questo?».
«Questo è il basso. Ci sta, no?».
«Cancellalo».
A forza di premere sul tasto “delete”, lo studio B si riempie di un unico suono: il tum… tum… tum… della cassa.
«Ecco», esulta Gigi «adesso sì che tira!».
Less is more, se non è una lezione questa!
Con Gigi capiamo che è proprio vera la frase letta in una discoteca qualche anno prima: sopra i quattro accordi, è jazz!
Da Viaggia insieme a noi. I nostri 200o come non li hai mai sentiti degli Eiffel 65, Rizzoli.















