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Che cosa sappiamo del processo per il furto di alcuni testi di ‘Hotel California’ degli Eagles

Comincerà domani, nello Stato di New York, e tanti sono i misteri da chiarire attorno a questa vicenda
Eagles

Credits: GAB ARCHIVE/REDFERNS

Questa è la settimana: dopo attese e ritardi, domani inizierà il processo ai tre imputati di un caso che vede coinvolti il collezionismo di memorabilia, la storia della musica, e carte che, misteriosamente, finiscono da una mano all’altra. 

Riavvolgiamo le puntate precedenti: nel luglio 2020, tre uomini furono arrestati con l’accusa di aver provato a vendere le pagine di alcuni testi tratti dai brani dell’album degli Eagles Hotel California (1976) e di aver mentito circa le modalità con cui erano entrati in possesso dei cimeli. I documenti, che includevano bozze scritte a mano di track come Hotel California e Life in the Fast Lane (l’autore è Don Henley), furono valutati a più di un milione di dollari.

Il processo per il caso (da svolgersi senza giuria) sarebbe dovuto iniziare lo scorso autunno. Dopo svariati ritardi, i procedimenti cominceranno domani, mercoledì 21 febbraio, presso la sezione penale della Corte Suprema dello Stato di New York.

Tre gli imputati, tutti con connessioni nell’ambito del collezionismo d’arte. Il primo è Glenn Horowitz, commerciante di libri rari d’alta fascia e di archivi privati di scrittori tra cui Norman Mailer e Tom Wolfe. Il secondo, Craig Inciardi, è tra i curatori della Rock and Roll Hall of Fame (è stato sospeso dall’incarico dopo l’arresto). Infine, Edward Kosinski, proprietario di Gotta Have Rock and Roll, azienda del New Jersey che commercia memorabili musicali. Dalle carte del processo si legge che i tre sarebbero accusati di tentato «possesso, trasporto, stoccaggio e vendita dei manoscritti» incriminati, oltre che di «fabbricazione di certificati di provenienza, e di aver spacciato tali falsi come reali a terze parti».

Horowitz, Inciardi e Kosinski hanno ricevuto un capo d’accusa a testa per cospirazione, e potrebbero dover scontare pene fino a quattro anni di reclusione. Tutti e tre sono inoltre accusati di tentata appropriazione con dolo di proprietà trafugata. A questo si aggiungono due capi d’accusa per Horowitz per aver ostacolato i procedimenti di giustizia. 

Horowitz, Inciardi e Kosinski si sono costituiti spontaneamente e, attraverso i loro avvocati, hanno negato le accuse.

Se il caso potrebbe trovare presto soluzione, le sue origini sono da ricercarsi circa quarant’anni fa, quando Ed Sanders – autore, poeta, e membro fondatore dei Fugs – stava mettendo insieme materiale per una biografia degli Eagles spulciando tra gli archivi della band, appunti per i testi compresi. Ne nacque un libro di 900 pagine (secondo Sanders), che non fu però mai pubblicato.

Poi, quasi vent’anni fa, Sanders vendette i quadernetti con gli appunti a Horowitz per 50.000 dollari. Nel 2012, Horowitz poi vendette i documenti a Inciardi e Kosinski, i quali contattarono le case d’asta Christie’s e Sotheby’s. Henley acquistò alcuni dei testi per 8.500 dollari nel 2012, ma successivamente presentò una denuncia per furto presso l’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan.

Nel maggio 2019, più di una dozzina di agenti dell’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan fecero una retata nella casa di Kosinski a Franklin Lakes, New Jersey, seguita da visite simili alle case di Inciardi e Horowitz. Complessivamente, gli agenti se ne andarono con 1300 pagine di documenti, chiavette USB, quattro MacBook Apple, iPad, almeno due iPhone, file con documenti bancari e il premio più grande di tutti: 84 pagine di testi scritti a mano di canzoni di Hotel California.

Al momento dell’arresto, il procuratore distrettuale Alvin Bragg dichiarò: «Gli imputati hanno cercato di conservare e vendere questi manoscritti unici e preziosi, nonostante sapessero di non avere il diritto di farlo. Hanno inventato storie sull’origine dei documenti e sul loro diritto a possederli per poterne trarre profitto».

Gli avvocati degli imputati presentarono una mozione nell’autunno del 2022, chiedendo il rigetto del caso con l’argomentazione che i testi non fossero stati rubati. Come scrisse Jonathan Bach, avvocato di Horowitz, Sanders «viaggiava con la band e ottenne il possesso di voluminosi materiali, inclusi bozze scritte a mano dei testi degli Eagles. L’atto d’accusa non afferma da nessuna parte che il signor Sanders abbia rubato o ottenuto illegalmente dei materiali». La mozione citava anche la prescrizione (dovuta a ritardi causati dal Covid-19) come uno dei suoi argomenti. La mozione fu respinta e il processo continuò.

Al momento degli arresti, il manager degli Eagles Irving Azoff dichiarò: «Questa azione mette in luce la verità sulle vendite di cimeli musicali di oggetti altamente personali e rubati, nascosti dietro una facciata di legittimità. Nessuno ha il diritto di vendere proprietà ottenute illegalmente o trarre profitto dal furto palese di pezzi insostituibili della storia musicale».

Vedremo come andrà il processo, i cui lavori, si prevede, dovrebbero durare almeno 10 giorni.

Da Rolling Stone US.

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