Bad Bunny sta a Porto Rico come Bob Marley stava alla Giamaica | Rolling Stone Italia
Locale è globale

Bad Bunny sta a Porto Rico come Bob Marley stava alla Giamaica

Un’analisi dell’impatto culturale, musicale ed economico dell’album ‘Debí tirar más fotos’ e della residency ‘No me quiero ir de aquí’. In attesa del Super Bowl e dei due concerti a Milano

Bad Bunny sta a Porto Rico come Bob Marley stava alla Giamaica

Bad Bunny

Foto: Dia Dipasupil/Getty Images

Al culmine della fama, Bad Bunny non ha rifatto il classico tour nordamericano, ma ha messo al centro il luogo da cui proviene. Visti da oltre mezzo milione di spettatori a partire dall’11 luglio 2025, i 31 concerti di No me quiero ir de aquí (Non voglio andarmene da qui) si sono tenuti il venerdì, il sabato e la domenica al Coliseo José Miguel Agrelot (che la gente del posto chiama El Choli) di San Juan, Porto Rico. I primi nove show sono stati riservati ai residenti, gli altri hanno attirato centinaia di migliaia di persone sull’isola per vedere Bad Bunny nel “suo” posto.

Ci sono ricerche che hanno cercato di misurare il beneficio economico diretto che la residency ha prodotto per Porto Rico, ma l’impatto culturale ed economico dei concerti va ben oltre quelle cifre. Uno studio condotto da Indira Luciano Montalvo, professoressa associata presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Porto Rico a Río Piedras, ha dato origine a stime che lei stessa definisce caute: la serie di concerti ha generato almeno 176,6 milioni di dollari. «Ci sono vari approcci metodologici e questo fa sì che le stime varino», spiega. «Il mio studio ha calcolato l’impatto economico dell’evento in sé, quanto ha generato in termini di produzione, ricavi, occupazione e spesa del pubblico, senza includere il costo dei biglietti o le spese sostenute all’interno della venue».

L’organizzazione no-profit Discover Puerto Rico stima che i turisti abbiamo speso circa 200 milioni di dollari in cose come alloggi, trasporti e cibo. Un rapporto di Gaither International misura in 733 milioni di dollari i benefici derivanti dalla residency, includendo anche il valore economico presunto dell’esposizione internazionale e dei cambiamenti nella percezione globale di Porto Rico. I benefici economici indiretti sono di difficile misurazione e potrebbero essere persino più alti. «Possiamo calcolare l’impatto diretto della residency», afferma Javier Hernández Acosta, preside della School of Arts, Design and Creative Industries dell’Universidad del Sagrado Corazón di Porto Rico, «ma ancora più importante è verificarne la varietà delle ricadute economiche».

Tra questi benefici ci sono l’aumento del 340% nella vendita delle maschere di vejigante a Ponce o l’incremento del 280% nelle vendite di autori portoricani nelle librerie locali. L’AMW Group parla di un aumento medio del reddito del 65% per artisti locali di salsa, bomba e plena. E poi ci sono i musicisti portoricani che Bad Bunny ha coinvolto nella residency. Il gruppo Chuwi, per esempio, si è esibito nei 31 concerti e nella parte latinoamericana del tour mondiale di Bad Bunny. «Parliamo di un valore invisibile e di difficile misurazione, legato alle opportunità che ci sono state date semplicemente dandoci un po’ di esposizione», dice Wester Aldarondo, un membro del gruppo.

Un’altra band che si è esibita ogni sera durante la residency è quella dei Los Pleneros de la Cresta. Hanno conosciuto Bad Bunny il 3 novembre 2024, al Festival de la Esperanza, l’evento di chiusura per i candidati politici a Porto Rico che sostenevano l’indipendenza, dove si sono esibiti molti dei principali artisti musicali portoricani. «Eravamo nel backstage ad aspettare il nostro turno quando Bad Bunny è arrivato col suo team. Ci ha salutati e ha detto che ascoltava la nostra musica, cosa che ovviamente ci ha sorpresi. Vedendo le nostre facce sbalordite, ha detto: “E vi dirò un segreto che spero rimanga tale: sarete nel nostro prossimo album”. È stata come puoi immaginare una sorpresa ancora più grande», ricorda Jeyluix Ocasio Rivera. «Ha tirato fuori il telefono e ci ha mostrato nelle note la tracklist dell’album, e in effetti c’era scritto Café con ron feat. Los Pleneros de la Cresta. E dopo due o tre giorni è arrivata la chiamata per andare in studio. Il resto è storia».

No me quiero ir de aqui una mas Bad Bunny

Quando a gennaio del 2025 è uscito Debí tirar más fotos è tutto cambiato per il gruppo fondato nel 2013 all’Università di Porto Rico a Río Piedras con l’obiettivo di insegnare la plena ai coetanei e mantenere viva la tradizione afro-portoricana. Dopo le collaborazioni con Bad Bunny, Los Pleneros de la Cresta sono passati da decine di migliaia di ascoltatori mensili su Spotify a 12 milioni, un cambiamento che si è tradotto in un miglioramento economico, che a sua volta ha inciso sui progetti culturali e politici a cui il gruppo si dedica a Porto Rico. In concomitanza con l’inizio della residency, Los Pleneros e la loro organizzazione no-profit Acción Valerosa hanno lanciato Ruta café con ron, un’esperienza culturale in cui i partecipanti acquistano biglietti per unirsi a una versione educativa del chinchorreo, ovvero un giro di bar tipico portoricano, di solito su un party bus in stile locale. Il chinchorreo partiva dall’area urbana di Bayamón e arrivava al paese montano di Ciales, includendo tappe per degustare caffè, visite ad esposizioni d’arte locale e altro ancora. Ha generato 45 mila dollari di proventi, destinati interamente al restauro dello storico centro culturale Yerba Bruja di Ciales. «Significa incidere sulla vita dei portoricani attraverso i leader delle nostre comunità, assumendoli, fornendo loro servizi, investendo il denaro in modo che finisca alla gente di Porto Rico», dice Joseph Ocasio Rivera dei Los Pleneros de la Cresta. «È una catena».

Anche i Chuwi avevano poche migliaia di follower prima dell’uscita di Weltita con Bad Bunny. Dopo la pubblicazione dell’album, sono rapidamente saliti a 14 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. A settembre hanno tenuto il loro primo Tiny Desk di NPR. «Bad Bunny non era obbligato a farlo. Non credo che nella storia ci sia mai stato uno altrettanto impegnato ad aiutare altri artisti dell’isola. Il fatto che lo stia facendo, che stia investendo così tanta energia e così tante risorse è un messaggio forte e chiaro. Dice: Porto Rico, miglioreremo tutti quanti insieme», dice Aldarondo. La residency ha coinvolto anche la dozzina di musicisti portoricani conosciuti come Los Sobrinos, una crew di decine di ballerini portoricani, oltre ad artisti come il suonatore di cuatro portoricano José Eduardo Santana e la voce del Sapo Concho, Kenneth Canales, tutti imbarcati nel tour mondiale di Bad Bunny.

I Chuwi citano anche alcuni modi inaspettati in cui la residency ha portato dei benefici a Porto Rico e alla cultura portoricana. Per esempio, lo stilista locale Herman Nadal ha ricevuto visibilità grazie agli outfit creati per i Chuwi, con un conseguente aumento delle vendite e di nuovi clienti, tra cui Rauw Alejandro. Anche la vita di alcuni lavoratori dei servizi è cambiata grazie ai concerti. Un tassista che conoscono grazie a un amico comune «è riuscito a finire di pagarsi casa semplicemente grazie alla quantità di persone che avevano bisogno di spostarsi nei mesi della residency», dice Wester.

Chuwi: Tiny Desk Concert

Secondo Pérez di Discover Puerto Rico anche «artigiani locali, venditori di cibo, caffetterie di quartiere e operatori indipendenti di navette al di fuori delle zone turistiche tradizionali hanno registrato aumenti significativi del business». La residency ha cambiato radicalmente l’economia portoricana. Ha trasformato in un periodo di picco turistico la stagione degli uragani che è tipicamente lenta e va da giugno a novembre. Non solo: «Gli operatori turistici segnalano che l’interesse per le esperienze culturali di Porto Rico continua, dimostrando che la residency ha elevato il nostro posizionamento da destinazione solo balneare a capitale culturale».

Sono tutte iniziative che contribuiscono a un modello di turismo radicato nel desiderio di autodeterminazione dei portoricani. Come spiega l’economista Indira Luciano Montalvo, la fase post-residency rappresenta un’importante opportunità per Porto Rico di «pensare al tipo di turismo che vogliamo e a chi vogliamo che vadano i benefici». Secondo Hernández Acosta dell’Universidad del Sagrado Corazón esempi come questi «dimostrano che si devono ancora quantificare i benefici economici derivanti dalla residency, le persone che torneranno a Porto Rico dopo esserci venute per i concerti, i ricavi futuri che arriveranno dagli artisti portoricani che si sono esibiti in quel periodo e hanno beneficiato dell’esposizione ricevuta».

L’effetto Bad Bunny è reale, dice Acosta. «Qualsiasi cosa sia collegata a Benito aumenta di valore». E questo aumento di valore fa parte della catena di cui parlano i Los Pleneros de la Cresta. Per questo Hernández Acosta definisce il disco e la residency di Bad Bunny un esempio formidabile di un artista che agisce come «forza trainante per lo sviluppo economico. Perché ora le royalties dei Chuwi, dei Los Pleneros de la Cresta e di RaiNao saliranno alle stelle. Tanti possono stare meglio se si pensa all’ecosistema e non solo a sé stessi».

Los Pleneros de La Cresta- Los de la Isla [Official Video]

Ora Bad Bunny, insieme al suo enorme corillo (vale a dire la sua crew) di musicisti e ballerini portoricani, è in tour e sta già portando benefici economici in altre parti dell’America Latina. Dalla fine della residency, la prima tappa del tour mondiale è stata la Repubblica Dominicana. La permanenza di tre notti a Santo Domingo avrebbe attirato circa 15 mila turisti stranieri e generato 14 milioni di dollari di entrate.

Lo scorso 21 dicembre, Bad Bunny ha fatto l’ultimo di una serie di otto concerti allo Estadio GNP Seguros di Città del Messico. I dati relativi all’impatto dei concerti, tutti sold out, sono ancora in fase di elaborazione. La Camera nazionale del Commercio, dei servizi e del turismo di Città del Messico stima che abbiano generato 177 milioni di dollari tra biglietti, pernottamenti, trasporti, pasti e acquisti vari. Gli show sono stati visti da oltre mezzo milione di persone di cui almeno il 45% provenienti dall’estero. Tra questi turisti c’era Nicole Gonzalez Patterson, 43 anni, avvocata portoricana che ha trascorso tutta la sua vita tra la terraferma degli Stati Uniti e Porto Rico. Ha visto Bad Bunny dal vivo a Porto Rico più volte, inclusa la residency estiva, ma è comunque andata a Città del Messico perché «non potevo perdere un’altra occasione per cantare, ballare e urlare: “Yo soy de P FKN R”. È una questione di orgoglio e di gioia».

Anche lei ha notato l’impatto culturale ed economico in Messico. «All’aeroporto tutti parlavano del concerto. Nei ristoranti si sentivano i pezzi di Bad Bunny. I negozi avevano souvenir a tema portoricano, come un portachiavi a forma di sapo concho e una bandiera portoricana su un cappello». Il valore culturale di Porto Rico è ai massimi storici. La residency di Bad Bunny ha creato una rivoluzione economica per la sua terra. E ora, dopo un anno da record, alcuni di questi benefici stanno facendo il giro del mondo con lui.

Da Rolling Stone US.

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