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10 scene globali che stanno alzando il volume

Indie nella Seul del K-pop, elettronica sotto i bombardamenti in Ucraina, il boom dell’amapiano a Pretoria, i suoni del bajo mundo di Santo Domingo e gli altri stili che stanno cambiando il pop

Foto: Michael Tullberg/Getty Images

La popular music è una conversazione globale in cui gli artisti cercano ispirazione ovunque nel mondo. Internet continua a erodere i confini tra le culture ed è sempre più facile trovare nuova musica entusiasmante proveniente da città sparse ovunque del mondo. Ecco un assaggio (tutt’altro che esauriente o definitivo) di 10 scene locali che ci piacciono, comunità in cui crescono artisti che costituiscono l’avanguardia del futuro della musica.

Seul, Corea del Sud

Il K-pop regna sovrano nella penisola coreana, ma a Seul un manipolo di giovani che preferisce le chitarre distorte ai balli sincronizzati ha dato vita a una scena indie rock in fermento. Le sfide non mancano: l’ossessione planetaria per quella che è il principale bene d’esportazione del Paese, in campo culturale, relega i rocker a restare per lo più nell’ombra, e il servizio militare obbligatorio può distruggere la carriera di una band nel momento in cui prende slancio. Ma ci sono donne come So!YoOn! dei SE SO NEON che sono esentate dal servizio militare, oppure fenomeni come l’artista dietro il misterioso progetto shoegaze Parannoul che è riuscito a riscuotere un successo internazionale e a trovare spiriti affini (come Asian Glow) con cui collaborare, pur rimanendo trincerato dietro un rigoroso anonimato. La musica riesce sempre a cavarsela.
Artisti da conoscere: SE SO NEON/So!YoOn!, Parranoul, Asian Glow, The Black Skirts.
Brano da ascoltare: So!YoON! (황소윤) feat. RM of BTS, Smoke Sprite. L’amicizia appena nata fra la star del K-pop e la frontwoman delle SE SO NEON si è concretizzata in questa collaborazione sensuale: una ballata che trasuda distorsione ed è più sexy di qualsiasi cosa abbiano mai fatto i BTS.

Kiev, Ucraina

Poche scene musicali sono state devastate quanto quella elettronica di Kiev, giacché l’invasione russa da est ha fatto precipitare parte del paese regione nella guerra e nel caos. Ma l’arte resiste sempre e la scena elettronica cittadina, un tempo fiorente, è stata costretta ad adattarsi a una nuova normalità fatta di bombardamenti, migrazione forzata e incertezza terribile. Di fronte a simili condizioni, ci sono artisti come John Object che hanno deciso di pubblicare un archivio dei loro vecchi lavori, non sapendo se sarebbero sopravvissuti per assemblarne uno in futuro, mentre Poly Chain (Sasha Zakrevska) ha virato in una direzione più aggressiva, specchio dello scenario che incombe sulla città. Anche se la guerra ha sconvolto in maniera permanente quella che per alcuni era una delle scene techno più interessanti d’Europa, i sopravvissuti non mostrano alcuna intenzione di volersi fermare.
Artisti da conoscere: Heinali, John Object, Poly Chain.
Brano da ascoltare: Heinali, Kyiv Eternal. È la title track del tributo emozionante di Oleh Shpudeiko alla sua città natale, assemblato in dieci anni di registrazioni sul campo in una Kiev che ormai non esiste più.

Bogotá, Colombia

La cumbia è uno dei generi latinoamericani fondamentali, una musica folk che deriva dalla fusione di elementi culturali delle popolazioni indigene, degli africani schiavizzati e degli colonizzatori europei. La cumbia colombiana (un po’ come accade ad esempio con le sonorità regionali messicane che scalano le classifiche pop) sta vivendo un’ondata di creatività con un mix di radici e tecniche di produzione moderne. La culla della cumbia da sempre è Bogotà, ma la scena contemporanea ha favorito le collaborazioni e la sperimentazione, per cui gruppi come Frente Cumbiero e Nueva Estudiantina Electrónica hanno goduto di una certa attenzione internazionale, attingendo ai suoni della diaspora e sperimentando.
Artisti da conoscere: Frente Cumbiero, Cotopla Boyz, Felipe Orjuela, La BOA.
Brano da ascoltare: Frente Cumbiero, Entrada Espectral. La band di Mario Galeano rispecchia l’evoluzione della cumbia colombiana, combinando Moog, fiati, basso elettrico e percussioni varie in un mix vorticoso che prende suoni del passato e li proietta nel futuro.

Accra, Ghana

Dopo anni trascorsi in posizione marginale, ora l’Afropop è un fenomeno globale e la diaspora africana dissemina la ricchezza della propria cultura in tutto il mondo. Anche se l’attenzione è maggiormente puntata sulla città di Lagos, la migrazione ininterrotta tra Nigeria e Ghana continua a fondere culture che esistevano molto prima che gli europei si spartissero il continente. Artisti come Mr. Eazi scrivono musica che parla del legame tra Lagos e Accra, ma la capitale ghanese si è gradualmente costruita una propria identità. Se la fusione di highlife e afrobeats di King Promise divampa nell’Africa occidentale, la voce vellutata di Amaarae e il suo orecchio speciale, che la portano a creare una fusion figlia della diaspora e dal sapore unico, l’hanno fatta diventare un’artista di spicco negli Stati Uniti, dove ha trascorso la sua giovinezza immersa nelle sonorità del pop americano.
Artisti da conoscere: Amaarae, King Promise, Asi Renie, Kwesi Arthur.
Brano da ascoltare: Amaarae, Co-Star. Il primo singolo del suo nuovo LP Fountain Baby, bello sostenuto e con una base di arpa, vede Amaarae fare una selezione dei propri potenziali interessi amorosi in base al segno zodiacale, seducendo e respingendo i pretendenti nello stesso istante.

Toronto, Canada

Sono passati decenni da quando la scena jungle del Regno Unito è emersa da Londra in un’epoca in cui il rave era un’esperienza rivoluzionaria. Quel sound, una specie di hip hop e techno con tocchi ragga e bpm superiore a 150, è stato accolto bene come a Toronto. Qui, ora, veterani come Marcus Visionary possono godersi una rinascita di interesse che vede artisti come Bambii riportare quel sound verso le sue radici caraibiche originali.
Artisti da conoscere: Gremlinz, Friske, Bambii, RCola, Marcus Visionary.
Brano da ascoltare: Bambii, One Touch. Il singolo di traino del nuovo EP di questa DJ emergente e produttrice giramondo (recentemente l’abbiamo sentito in Raven di Kelela) fonde la ruvidità della dancehall giamaicana con il caos controllato di un rave.

Manila, Filippine

Unite in un arcipelago colonizzato o occupato in varie fasi storiche da spagnoli, giapponesi e statunitensi, le migliaia di isole che compongono le Filippine costituiscono un crogiolo culturale variegatissimo. A Manila, la capitale, i giovani seguono voci come quelle degli artisti hip hop Shanti Dope, BLKD e Calix, che esprimono il loro punto di vista, in particolare sulle conseguenze della guerra alla droga di stampo fascistoide condotta dall’ormai ex presidente Rodrigo Duterte. In una scena hip hop in cui una semplice canna può costare una condanna a morte, alcuni artisti non hanno altra scelta che diventare attivisti.
Artisti da conoscere: Shanti Dope, BLKD & Calix, Ankhten Brown.
Brano da ascoltare: Shanti Dope, Y.G.G. L’artista di Amatz, uno di quelli mainstream che si è pronunciato contro la guerra alla droga, e un beat trap stile Atlanta con il cuore di ghiaccio e i polmoni pieni di fumo.

Pretoria, Sudafrica

L’underground sudafricano, negli ultimi anni, ha partorito un nuovo stile: l’amapiano, che abbina un mix di deep house e lounge music con una sensibilità jazz, attingendo pesantemente dalla musica kwaito più ritmata, popolare da decenni nelle township. La scena amapiano è nata a Pretoria, con brani prodotti usando software craccato, distribuiti coi telefoni cellulari e commercializzati tramite il passaparola; ma ora sta diventando troppo grande per restare contenuta nella provincia di Gauteng. Kabza De Small, autoproclamato re dell’amapiano nonché uno degli artisti più popolari del Paese, ha già attirato nella propria orbita popstar dell’Africa occidentale come WizKid e Burna Boy. La regina dell’amapiano, Sha Sha, invece arriva dallo Zimbabwe; le manca solo un featuring con uno come Drake per arrivare al successo mainstream mondiale.
Artisti da conoscere: Kabza De Small, Focalistic, Vigro Deep, DJ Maphorisa.
Brano da ascoltare: Kabza De Small & Stakev feat. DJ Maphorisa, Rekere 4 (Reloaded). Delle 16 tracce dell’ultimo LP di Kabza De Small in collaborazione con Stakev, 12 sono variazioni della title track Rekere. Il brano è costruito attorno a un beat inarrestabile e incalzante, con canti campionati, e a un featuring di DJ Maphorisa, partner di Kabza nel duo Scorpion Kings.

Santo Domingo, Repubblica Dominicana

Il dembow, vale a dire il cugino esuberante e dominicano del reggaeton portoricano, ha cavalcato il proprio momento di popolarità mainstream abbastanza a lungo da far sì che le sue stelle “emergenti” come El Alfa e Kiko el Crazy arrivassero a essere considerate dei classici. Eppure, nonostante le scene satelliti, in Spagna e a New York, e nonostante i featuring e le collaborazioni di megastar come Bad Bunny e J Balvin, il dembow è sempre più forte in ambito underground che nelle classifiche. Nel bajo mundo (l’underground) di Santo Domingo, sono proprio gli elementi che rendono il dembow poco fruibile per le masse a renderlo così elettrizzante: BPM stratosferici, volgarità pesanti e uno slang locale sempre in rapida evoluzione, intraducibile per gli estranei. Nell’ultima ondata, artiste come Tokischa, Gailen La Moyeta e La Yensy Jordan hanno ritagliato uno spazio per le donne di colore in una scena che storicamente le ha sempre messe in secondo piano. In Calle 42, nel quartiere di Capotillo, i tetes impazzano fino a notte fonda, con ragazzi che ballano sui tetti o in mezzo al traffico sulle note di Flow 28 o Angel Dior.
Artisti da conoscere: Angel Dior, Tokischa, Flow 28, Gailen La Moyeta, La Yensy Jordan.
Brano da ascoltare: Angel Dior, A I O. Il flow stile treno in corsa di Angel Dior è famoso nella Calle 42, ma di recente ha fatto un balzo in avanti: Rosalía ha presentato la sua recente hit A I O durante la sua esibizione alla sfilata di Louis Vuitton e, a quanto pare, ha incuriosito la casa di moda francese a cui è ispirato il suo nome d’arte.

Alessandria, Egitto

Alessandria resta fuori dai percorsi più battuti dagli aspiranti rapper egiziani, visto che la maggior parte di loro converge verso la scena del Cairo dove abbondano gli studi e i potenziali collaboratori. Ma lungo le coste settentrionali di Alessandria, una città dalla cultura tradizionale, una manciata di artisti di talento come Afroto e Marwan Pablo producono musica rap contaminata dal mahraganat, facendo nascere un nuovo polo al di fuori della capitale. Il successo senza precedenti di Wegz, l’artista arabo più ascoltato su Spotify nel 2022, indica anche che il fenomeno difficilmente resterà relegato entro i confini del Paese.
Artisti da conoscere: Marwan Pablo, Wegz, Afroto.
Brano da ascoltare: Marwan Pablo, El Halal. In questa riflessione su ciò che è lecito fare, il principe ereditario della trap egiziana ci dimostra come un cantato da crooner, in arabo e con Auto-Tune, possa fluttuare benissimo su una bassline pulsante.

Da Rolling Stone US.

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