Robby Krieger riscrive la storia della ribellione dei Doors all’Ed Sullivan Show | Rolling Stone Italia
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Robby Krieger riscrive la storia della ribellione dei Doors all’Ed Sullivan Show

In una nuova autobiografia il chitarrista racconta com’è andata la performance di ‘Light My Fire’ e smonta il mito secondo cui Jim Morrison avrebbe sfidato i produttori del programma cantando la parola proibita "higher"

Robby Krieger e Jim Morrison

Foto: Michael Ochs Archives/Getty Images

Sono passati cinquant’anni dalla morte di Jim Morrison a Parigi e gli scaffali delle librerie sono ancora pieni di libri sui Doors. Ci sono le biografie ufficiali di John Densmore e Ray Manzarek, così come lo straordinario volume dedicato alla poesia e le riflessioni di Morrison che vi abbiamo raccontato qui. Ora è arrivato il turno del chitarrista Robby Krieger, che a ottobre pubblicherà Set the Night on Fire: Living, Dying, and Playing Guitar with The Doors, la biografia che ha scritto insieme a Jeff Alulis.

Il libro racconta come Krieger ha vissuto la storia della band, dagli esordi all’arresto di Morrison a Miami, fino alla registrazione dei dischi e al periodo successivo alla morte del frontman. Tra i tanti episodi raccontati c’è anche la storica apparizione all’Ed Sullivan Show – una trasmissione fondamentale per i gruppi e gli artisti che volevano raggiungere il grande pubblico americano – del 17 settembre 1967. Secondo la leggenda, il programma aveva chiesto al gruppo di sorridere durante la performance e soprattutto di cambiare un verso del testo di Light My Fire – “Girl we couldn’t get much higher”, cioè “non potevamo sballarci più di così” – per evitare ogni riferimento al consumo di droga. Jim Morrison ignorò la richiesta, scatenando la rabbia del presentatore che deciderà di bandirli a vita dallo show.

Ma è andata davvero così? Ecco cosa racconta Krieger nell’estratto della sua biografia pubblicato da Rolling Stone US: «Quando abbiamo suonato Light My Fire al Sullivan, non abbiamo distrutto il set o detto parolacce e non abbiamo usato mio fratello al posto di Jim. Eppure resta una delle apparizioni televisive più controverse di sempre. Secondo la storia raccontata da quella che si presume sia la biografia definitiva dei Doors Nessuno uscirà vivo di qui, un produttore ci avrebbe chiesto di non cantare la parola “higher” e noi avremmo cospirato per ignorare l’ordine dopo che ha lasciato la stanza. Secondo il film di Oliver Stone sui Doors, Jim avrebbe esagerato la pronuncia della parola “higher” per protestare contro il tentativo di censura. Secondo la biografia di Ray, dopo lo show un produttore si sarebbe messo a gridare e minacciarci dicendo che non ci saremmo più esibiti al Sullivan. Jim avrebbe risposto serafico: “Ehi, e quindi? L’abbiamo appena fatto”».

«Nel camerino, in realtà, la proposta di cambiare il testo non ci era sembrata affatto un’offesa: pensavamo stessero scherzando. Light My Fire era al primo posto da settimane, era su tutte le radio del Paese. L’avevamo suonata in dozzine di show televisivi. A nessuno importava della parola “higher”», continua il chitarrista. «Non potevano dire sul serio. Per quanto riguarda la performance di Jim, le riprese originali sono in giro e potete vedere con i vostri occhi che quasi non si è mosso per gran parte del pezzo. In televisione Jim non si comportava come nei concerti. Le luci, le telecamere e l’atmosfera artificiosa di uno studio lo mettevano a disagio. Non abbiamo mai cospirato per non modificare il testo e non ne abbiamo parlato dopo l’esibizione. Secondo me era solo nervoso. Eravamo al Sullivan. Era la tv nazionale. Era dal vivo. Ha messo il pilota automatico e l’ha cantata come aveva fatto milioni di volte. Forse non era neanche attento quando hanno suggerito di modificare il testo, ma anche se l’avesse fatto di proposito, probabilmente non pensava fosse un problema. Forse il manager Bill Siddons è stato sgridato dallo staff dello show, ma non ricordo grida, né minacce di non poter tornare a esibirci lì. Di sicuro non ricordo la risposta da duro di Jim al produttore».

La copertina della biografia di Robby Krieger

Infine, Krieger esamina un altro dettaglio della performance: il suo sorriso. «Quando Jim ha cantato “higher”, la regia ha staccato su me e Ray. Tutti hanno sempre pensato che il mio sorriso fosse una reazione alla ribellione di Jim. In realtà, ero l’unico che si era messo a sorridere come ci avevano consigliato prima dello show. Ho visto la performance solo molto dopo la messa in onda. Ray, John e Jim erano davvero fighi, si esibivano su un palco storico con delle facce serie e stoiche. E poi c’ero io che sorridevo come un idiota».

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