Se non fosse già evidente che North West, erede del trono West-Kardashian, abbia ereditato anche un enorme carisma da star, prendetevi dieci minuti per ascoltare il suo EP di debutto. In sei tracce, North West attraversa gli stili sonori della sua generazione — dai riff nu-metal agli 808 del rage rap — con una sicurezza, possiamo dirlo, abbastanza sorprendente. A soli 12 anni, il suo debutto è notevole a prescindere dal suo pedigree famoso. Perché anche se vieni da una famiglia così, il talento deve farsi riconoscere. Ed è esattamente ciò che accade con N0rth4evr.
L’EP si apre con H0w Sh0uld ! f33l, scritto con la stessa eccentrica e caotica grafia dei titoli di Whole Lotta Red di Playboi Carti. Dura poco meno di due minuti. Il brano parte in territorio emo, con una voce melodica che potrebbe provenire da una B-side degli Evanescence, per poi lanciarsi in batterie serrate che si inseriscono perfettamente nell’universo hyperpop iperattivo di Slayyyter, influenzato dall’eclettismo musicale di internet. «They don’t see me, they just see the appeal», rappa.
In #N0rth4evr emerge il cuore emotivo del progetto. Sarebbe facile liquidare tutto molto velocemente, poi però ti arriva l’angoscia che trasuda da alcuni dei suoi pezzi. La figlia di una delle coppie più osservate nella storia della cultura pop dimostra una consapevolezza che va ben oltre la sua età. Il primo singolo di North, Piercing on My Hand, trasformava l’attenzione mediatica sulle sue scelte di stile in una hit; allo stesso modo, i brani del nuovo EP affrontano la realtà di essere nata immersa nella fama.
«How I’m younger than you, but I’m who you look up to», rappa in D!e.
Th!s t!m3 mette invece a fuoco la sensibilità emo dell’EP, fondendo le sue diverse influenze sonore. Come “produttrice e curatrice del suono”, North sembra meno interessata a ricreare il passato e più a metabolizzare il caos del presente: chitarre abrasive, ritmi post-punk impreziositi da una patina hyperpop, il tutto attraversato da un melodramma diaristico tipico di una generazione cresciuta online. La traccia conclusiva, Aishite, sembra distillare l’angoscia adolescenziale nella sua forma più pura. «Can’t be no one’s friend, I can’t let nobody in», rappa, riuscendo a toccare un’esperienza universale dell’adolescenza pur parlando dalla sua posizione estremamente unica.
È proprio questa tensione a rendere N0rth4evr un esperimento affascinante. Piuttosto che fingere anonimato o mistero, North abbraccia il fatto che la sua vita sia pubblica fin da prima che potesse scegliere. Ma in queste sei tracce inizia a trasformare quell’eredità ingombrante in materiale creativo, plasmando il rumore che la circonda in qualcosa di suo. N0rth4evr è breve, ma lascia un’impressione sorprendentemente duratura: il suono di una giovane artista che non si limita a entrare nel business di famiglia, ma inizia a definire i contorni della propria mitologia.











