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Primo Maggio di Taranto, in anteprima un estratto dal film ‘Liberi e Pensanti’


“Non possiamo scegliere se vivere o lavorare”, dice Gabriella Martinelli davanti alle immagini del quartiere Tamburi di Taranto e all'ILVA, che nel film si trasforma in un gigantesco robot

Come vi abbiamo raccontato ieri, il Primo Maggio di Taranto di quest’anno sarà diverso da tutti gli altri. Non ci saranno concerti in streaming, come succederà per la trentesima edizione dell’evento dei sindacati, ma una piazza virtuale dove si alterneranno storie, interventi, proposte politiche e sociali. Perché mai come quest’anno, hanno spiegato i direttori artistici Michele Riondino, Roy Paci e Diodato, la condizione tarantina è così comprensibile. Nel quartiere Tamburi, infatti, la popolazione è costretta a scegliere tra vivere o lavorare da anni, ben prima del lockdown per la pandemia.

Oltre alla piazza virtuale, questa sera dopo Propaganda Live su La7 andrà in onda Liberi e Pensanti – Uno maggio Taranto, un docufilm girato da Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera, che racconta il Primo Maggio sospeso della città. “Quando ci è stato proposto di immaginare un film, ci siamo confrontati e abbiamo cercato di far valere la più grande ricchezza che questo confinamento potesse regalarci: il tempo”, dicono i registi. “Un tempo stravolto, un tempo di relazioni nuove da costruire, di zoom interminabili, di fonti documentali da ricercare e contenuti da creare ex novo. Man mano che arrivavano le adesioni da parte dei musicisti – Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo, i Negramaro con Elisa, Daniele Silvestri, Piero Pelù, Niccolò Fabi, Vinicio Capossela, Ghemon, Brunori SAS, Coma_Cose e Samuel –, noi tre abbiamo iniziato a capire come intrecciare le storie, la bellezza e le ferite di Taranto con le performance musicali”.

Il risultato è un prodotto innovativo, diverso da tutto quello che è stato realizzato durante il lockdown di questi giorni. Nell’estratto che vedete qui in anteprima su Rolling Stone, Gabriella Martinelli – artista tarantina che ha scritto il brano Gigante D’Acciaio – racconta una storia davanti a un muro bianco. Poi, come in una transizione onirica, il muro “prende vita” e mostra il quartiere Tamburi e l’ILVA. Tutta la fabbrica, grazie al contributo dell’artista torinese Donato Sansone, si trasforma in una sorta di Transformer, ILVATRONIC. Il film è stato prodotto con il sostegno di Pulse Films, già al lavoro sul documentario sui Beastie Boys girato da Spike Jonze.