Home Musica

Prezzi pazzi: viaggio nel collezionismo hip hop

Vinili d’epoca e ristampe dei dischi pubblicati tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 hanno raggiunto quotazioni folli. Quanto costano i vecchi album di Sangue Misto e Fabri Fibra? E chi sono i nuovi cacciatori di vinile?

Prezzi pazzi: 1200 euro per il disco dei Sangue Misto. Tra leggende metropolitane e quotazioni dei mercanti sul sito di compra-vendita Discogs, questa è la cifra più alta a cui viene offerto SxM, il santo graal dell’hip hop italiano, copia in vinile originale del 1994, sigillata. E poi c’è il CD d’epoca, non sigillato, in vetrina in un Libraccio di Milano da mesi: 150 euro ‘trattabili’. E, ancora, le ristampe pubblicate in varie versioni da Tannen Records, doppio vinile non numerato/doppio vinile numerato gatefold/box set deluxe/varie ed eventuali: dai 28 euro e 50 centesimi dell’ultima edizione in su, dove il su, secondo Discogs, varia tra i 60 e i 500 euro.

SxM è un album che negli anni ’90 ha venduto circa 3 mila copie, almeno stando ai ricordi di uno dei Sangue Misto, Deda. Diventato un disco di culto e di conseguenza feticcio per nostalgici e collezionisti, ha venduto ben più del doppio dal 2018 a oggi grazie alle spedizioni archeologiche di Tannen Records: circa 7 mila copie (con crash del sito all’apertura dei pre-order della prima ristampa), ed è ancora desideratissimo.

Desiderato da chi? Cacciatori di vinile raro? Vecchi appassionati di hip hop che hanno perso le copie originali acquistate in gioventù? Giovani ascoltatori che riscoprono le origini del rap nostrano? Speculatori?

Dischi a cui aggrapparsi

Una cosa è certa: SxM è solo la punta dell’iceberg perché, negli ultimi anni, c’è stata una riscoperta/rivalutazione del rap italiano dagli anni ’90 ai primi 2000: da Neffa e i Messaggeri della Dopa (diciamo dai 150 euro in su per una copia originale su vinile e prezzi senza senso per una delle 1500 copie ristampate da Tannen), Rapadopa di DJ Gruff (400 euro l’originale, non esistono ristampe), Sotto effetto stono dei Sottotono (su eBay il doppio LP originale a 240 euro, ma è arrivata anche la ristampa Warner su doppio vinile arancione), Odio pieno del Colle Der Fomento, La realtà, la lealtà e lo scontro di Lou X, Fastidio di Kaos, fino a Turbe giovanili di Fabri Fibra – esiste davvero la prima stampa in vinile del 2003? – o alcune cose pubblicate a inizio carriera dai Club Dogo (en passant, girano offerte da 300 euro per una copia del CD dei Sacre Scuole).

“Sti ragazzini aspettano le nuove sneaker, come io dai Sangue Misto mi aspettavo un sequel”, canta Ensi in Sequel Freestyle. Intanto, c’è chi chiede 50 euro per il cd di Sotto la cintura, l’album del suo primo gruppo, gli One Mic con Rayge ed MC Rayden, anno di grazia 2005. «In un’epoca in cui sembra non restare nulla, gli unici scogli a cui aggrapparsi sono forse i dischi», dice Ensi, non troppo sorpreso del prezzo di quell’album. Però pone anche una semplice domanda: «Alla fine cosa ti ha cambiato la vita? Il contenuto o il supporto?». Già, la vita te la cambiano le canzoni, non i vinili, i CD, le cassette o i file digitali. E se deve indicare due titoli che hanno cambiato l’hip hop italiano tra gli anni ’90 e i primi 2000 non ha dubbi: «I due dischi fondamentali sono SxM dei Sangue Misto e Mi Fist dei Club Dogo perché, usciti a quasi dieci anni di distanza, rappresentano due punti stilistici di rottura».

Ok, il prezzo è dopato

Talvolta trainati da citazioni di colleghi più giovani e ristampe, gli album originali di veterani dell’hip hop italiano – anche su CD, perché magari ai tempi non erano stati neanche stampati su vinile, o viceversa – raggiungono cifre folli su un mercato che sembra dopato.

Giochiamo a Ok, il prezzo è giusto!. Prima di tutto, abbiamo tentato di capire quali sono i titoli più ricercati e quanto valgono davvero. «Tra i più richiesti c’è sicuramente l’album dei Sangue Misto», racconta Stefano D’Agostini, che vende dischi in vinile all’East Market di Milano: «Essendo stato ristampato, il prezzo dell’originale è sceso da 800 a circa 500 euro. Le ristampe Tannen vanno dai 60 euro ai 150 del box».

Don’t believe the hype o, almeno, non credete troppo a Discogs. La cifra è infatti confermata da Radiation Records, un negozio di dischi di Roma che, sì, ha venduto una copia originale dell’album dei Sangue Misto su vinile, non a mille e due ma «a 700 euro, che è il prezzo realistico».

Raccontano che «da tempo discutevamo tra noi sul fatto che quel disco non si sarebbe mai venduto a quel prezzo. La gente della scena o i frequentatori assidui lo consideravano assurdo. Scherzavamo dicendo che un bel giorno un taxi si sarebbe fermato qui davanti scaricando un illustre sconosciuto in giacca e cravatta che avrebbe comprato il disco per poi sparire nel nulla. Più o meno così è successo: un ragazzo sui 25 anni, era nel nostro negozio in centro, stava comprando CD hip hop e parlando spunta fuori il discorso dei Sangue Misto. Fa chiamare il nostro negozio al Pigneto dove avevamo la copia e chiede un paio di informazioni: dopo un’ora arriva in taxi, scende, paga, saluta e via. Una profezia autoavverantesi».

Torniamo sulla strada tra fiere e mercatini, le quotazioni di Stefano D’Agostini per un pugno di titoli e qualche euro in più: «Rapadopa di DJ Gruff è un disco uscito su Century Vox nel 1993 e non è mai stato ristampato, una bella copia arriva intorno ai 400 euro. L’attesa di Kaos è uscito nel 1999 su Jackpot Records e non è mai stato ristampato in vinile: anche questo si aggira intorno ai 400 euro. Gli originali di Odio pieno e Scienza doppia del Colle viaggiano intorno ai 200, in base alle condizioni. Dai 50 euro in su le ristampe Tannen. Neffa e i Messaggeri della Dopa è una mazzata sui denti: il vinile originale uscito nel 1996 per Black Out/Mercury arriva sui 350/400 euro, le ristampe di Tannen intorno ai 200 euro».

E arriviamo agli anni 2000: «Turbe giovanili di Fabri Fibra è uscito in CD nel 2002, ma la prima stampa in vinile del 2003 è rarissima. Credo che ci vogliano almeno 250 euro per comprarla, forse anche di più. E sono rare anche le ristampe della Tannen Records del 2016, una nera e l’altra silver: la prima va sui 100, la seconda arriva anche oltre i 200 euro».

Vinili doppia H

Aldebaran Records ha ristampato Sindrome di fine millennio degli Uomini di Mare, il primo gruppo di Fabri Fibra. Antibe ha ristampato Rock’n’Roll, l’album d’esordio dei Cor Veleno. Overdrive ha ristampato DeLuxe dei Lyricalz, culto torinese. Solo per citare alcune etichette, vecchie e nuove, che hanno recentemente rispolverato dischi rap del passato più o meno importanti per la cultura hip hop in Italia.

Ma ad aprire il vaso di Pandora e scatenare i mercanti in fiera è stata la Tannen Records di Verona, con la collana Vinili Doppia H, una quarantina di pregiate ristampe dal 2014 a oggi. «Mi chiedo come sia possibile che nessuno ci abbia pensato prima di me», racconta Riccardo Orlandi, il proprietario dell’etichetta: «Mi sono reso conto che era un mercato vergine, completamente abbandonato».

Così, dopo aver ristampato in edizioni deluxe dischi di CSI, Massimo Volume e Calibro 35 provando a riproporre la magia di etichette straniere elegantissime come Warp e Domino, Tannen Records è passata all’hip hop d’annata: carta ‘pettinata’, edizioni limitate numerate a mano, 180 grammi di bontà in vinile talvolta doppio.

Riccardo Orlandi è partito con Odio pieno del Colle der Fomento. Non era neanche un fanatico del rap e certo non ha le copie originali dei dischi che ha ristampato. «Alle scuole medie ascoltavo i Metallica, ma il mio compagno di banco aveva i CD del Colle e di Neffa. Mi piacevano le grafiche, erano dischi che arrivavano comunque dalla strada, trasudavano do it yourself, sangue. E quindi ho pensato di ristampare Odio pieno. Mi sono messo d’accordo con Irma Records, che aveva in origine pubblicato quel disco: facciamo 500 copie. Senza alcuna comunicazione, ho messo on line la copertina e ho ricevuto una valanga di mail che mi chiedevano il pre-order. Ho scritto a Irma: facciamone 1000. Sold out».

Spinto dal suggerimento di Tommaso Colliva dei Calibro 35 – «dovresti avere più titoli così e farne una serie» – Riccardo Orlandi si è detto: «Vediamo cos’altro si può fare. E mi sono accorto che tanti titoli anni ’90 non c’erano in vinile oppure avevano quotazioni altissime. Kaos aveva lo stesso manager del Colle: e così abbiamo fatto Fastidio», il primo vero titolo della collana Vinili Doppia H, «con il logo anni ’90, volutamente orrendo, disegnato da Rusty».

E poi sono arrivati Ice One, Lou X & Disastro, Gruff, Gente Guasta, OTR, Club Dogo, Fabri Fibra, Neffa e i Messaggeri della Dopa, tutti ristampati su vinile. Il best seller? Ovvio, SxM dei Sangue Misto: 7000 copie vendute (con mille copie del box da 70 euro finite in due ore).

Come funziona la ristampa di un album del genere? «Nel momento in cui decidi di lavorare un disco simile», spiega Orlandi di Tannen Records, «devi capire di chi è l’album, se dell’artista o della casa discografica». Nel caso dei Sangue Misto, per esempio, il master è di Deda e Neffa. Nel caso di Neffa e i Messaggeri della Dopa, invece, di Universal. «All’epoca per le major ero il bersagliere di turno, non si sono rese conto del potenziale. Decidevo quante copie stampare, prendevo la licenza solo su vinile, solo per il territorio italiano, e pagavo subito tutte le royalties».

Non è facile. Significa investire tempo e denaro per «dare pulizia sonora al vinile, risistemare le grafiche, cercare le foto d’archivio, far scrivere le note a un giornalista di settore… E spesso telefonare a rimastoni che negli anni ’90 figurati se pensavano a firmare contratti». Ed è per quest’ultimo motivo che è difficile, se non impossibile, ristampare ufficialmente alcuni album.

Lupo solitario di Zampa è l’ultima uscita della collana Vinili Doppia H: Tannen Records non farà altre ristampe di dischi rap del passato, Orlandi chiude dunque un ciclo con l’album di un rapper “storico” della sua città, Verona.

Chi compra?

Chi compra e chi vende: tutti sono d’accordo sul fatto che sia stata proprio Tannen a scatenare l’uragano. Ma chi acquista davvero queste ristampe che talvolta raggiungono prezzi paragonabili a quelli delle copie originali? Secondo Orlandi, i suoi clienti sono «chi all’epoca non era riuscito ad accaparrarsi il vinile, chi vuole una seconda copia, oppure i ragazzini che vogliono il totem: gli basta avere quel prodotto e non lo tolgono neanche dal cellophane». Peccato, considerata la cura che ci mette nella produzione del vinile e del packaging.

«E poi qualche speculatore». Ecco spiegate le copie sigillate vendute a prezzi esagerati. E, appunto, c’è su Internet un tizio proprio di Verona che si fa chiamare Lo speculatore del rap: foto di se stesso spesso a torso nudo, vende ristampe sigillate e album originali, come Hardaswallow dei Radical Stuff – 1994, Flying Records – a 83 euro. 

«Pochi “vecchi” in questo mercato, ma tanti ragazzi tra i 18 e i 28 anni che vorrebbero gli originali ma, considerati i prezzi, si accontentano delle ristampe: sono colti, ne riconoscono il valore storico», racconta D’Agostini tra i banchi di dischi dell’East Market di Milano: «Ma sono comunque disposti a pagare tanto per avere la versione più cool disponibile».

A differenza per esempio dell’hardcore punk e dell’heavy metal italiano, generi intorno a cui c’è sempre stato un generoso giro di collezionismo e ristampe, l’hip hop è stata una sottocultura capace di crescere negli anni, superare i confini dell’underground, contaminare il mainstream e diventare cultura pop. Per questo motivo c’è stata una così massiccia riscoperta e richiesta del materiale prodotto in Italia in un’epoca relativamente recente come gli anni ’90 e primi 2000.

Gli zii di Sfera

Spiega bene il fenomeno Luca Gricinella, ufficio stampa di molti rapper ed esperto di hip hop con un passato nel giornalismo: «A prescindere dal revival anni ’90 che riguarda non solo la musica e gioca sulla nostalgia di una generazione, il rap di quel decennio è stato per molto tempo la bandiera dei puristi e dei “militanti” dell’underground, ma con l’allargamento e il consolidamento del mercato hip hop in Italia la questione è un po’ cambiata. È un paradosso perché i fedeli della dottrina hip hop che denigrano la nuova scena e il nuovo pubblico dovrebbero accettare il fatto che quando il mercato si allarga e parte del rap diventa mainstream di riflesso ne giova anche l’underground».

«I ragazzi dai 15 anni in su», prosegue Gricinella, autore anche di molte delle note che accompagnano le ristampe Tannen, «una volta che hanno divorato le uscite della nuova scena e magari hanno sentito nominare dai loro idoli certi esponenti della vecchia scena come i Sangue Misto, un giro ad ascoltarli magari se lo fanno. A me capita spesso di essere contattato da giovani che stanno facendo tesi di laurea sul rap e quasi sempre vanno a indagarne le radici. Idem quando mi capita di parlare agli studenti in incontri nei licei o università: c’è curiosità, hanno capito che la generazione dei Tedua, Ghali, Sfera Ebbasta, Lazza, ha degli “zii” e dei “padri”, anche se possono averci scazzato, come è prassi in ogni famiglia».

Tornando ai gioielli di famiglia, infine, i collezionisti insegnano che il prezzo di un disco è sì uguale a rarity + demand, effettiva rarità e richiesta, ma è comunque difficile dare un valore oggettivo assoluto al vinile di turno, dunque il valore di un LP è il prezzo che l’acquirente è disposto a spendere. Se conoscete quello cha ha speso 1.200 euro per SxM dei Sangue Misto, stringetegli la mano da parte nostra.

Leggi anche