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Poppy è la figlia segreta di Marilyn Manson e Madonna

La YouTuber e cantante americana ha ucciso il personaggio finto naïf dell’automa che vive in internet. Oggi mette assieme metal e pop elettronico

Il video in cui Poppy ripete per 10 minuti “Io sono Poppy” è stato visto 23 milioni di volte su YouTube, dieci volte tante quelle del sofisticatissimo Holy Terrain di FKA twigs e Future. Difficile dire se si tratti di un atto d’estremo narcisismo, di una critica all’ottusa esposizione di sé sui social media o di uno stratagemma pubblicitario. Poppy l’ha pubblicato nel gennaio 2015, poco dopo aver compiuto 20 anni. Era una performer che amava condividere immagini innocenti e al contempo spiazzanti. In un video datato ottobre 2015 legge la Bibbia per 50 minuti di fila. In un altro sentenzia che “io sono noiosa, tu sei noiosa, tutti sono noiosi” in un misto di purezza infantile e compiacimento sadico. Molti video sembrano ambientati in ambienti asettici tinteggiati di rosa e d’azzurro. In quello titolato “This is a dog”, Poppy mostra a due milioni di persone com’è fatto un cane (davvero) sfoggiando un candore inquietante.

Oggi, dopo essere stata protagonista di una graphic novel e di una serie prodotta da YouTube Red, dopo aver pubblicato due dischi in cui ha vestito i panni della computer girl, dopo avere aperto e chiuso un sito chiamato ‘La chiesa di Poppy’, dopo aver suscitato discussioni e persino folli teorie cospirative, dopo avere concluso tre tournée di cui una con Bring Me the Horizon e Sleeping with Sirens, Poppy è uscita dal suo personaggio digitale per diventare una vera pop star. Accade nel nuovo album I Disagree che dà il via a un drastico riposizionamento del personaggio. Alla fine, Poppy è uscita dallo schermo del computer.

Poppy non sarebbe tale senza Titanic Sinclair. I due si sono conosciuti nel 2014. Lei, vero nome Moriah Pereira, era una ragazzina di Nashville trasferitasi a Los Angeles con la speranza di fare la cantante. Lui, vero nome Corey Mixter, era un agente e regista con una certa esperienza, avendo lavorato con i Black Eyed Peas e LMFAO. Sinclair aveva abbozzato idee simili a quelle che avrebbe applicato con Polly collaborando con la compagna che si faceva chiamare Mars Argo (Brittany Sheets, vero nome di Mars Argo, ha intentato causa all’ex compagno e a Poppy; le parti sono giunte a un accordo extragiudiziale). Le strade di Poppy e Sinclair si sono separate alla fine del 2019, non senza polemiche e accuse.

Per i primi anni, la carriera di cantante pop è sembrata il proseguimento con altri mezzi del viaggio nel lato oscuro del candore infantile e nelle paure contemporanee mediate dalla rete. L’aspetto marcatamente innocente della cantante nascondeva una freddezza robotica. Il primo album del 2017, Poppy.Computer, era un tentativo interessante e acerbo di trasformare questo personaggio in una cantante pop. Secondo la narrazione sottesa all’album, Poppy è una pop star creata al computer, una intelligenza artificiale che diffonde messaggi forzatamente positivi. I’m Poppy era un inno ottimistico al potere della tecnologia, Let’s Make a Video evocava l’entusiasmo fanciullesco nel girare un video su YouTube, Software Upgrade descriveva una relazione sentimentale che non funzionava come una app da aggiornare. My Microphone celebrava tanto poptimismo con un passaggio ridicolo: “Assieme possiamo essere star, ma dobbiamo lavorare duramente. Vieni con me, vedrai, diventeremo celebrità, basta aprire il cuore”.

I testi elementari e la banalità di alcune musiche elettroniche, versione da centro commerciale del pop del giro PC Music, rendevano l’esperienza insoddisfacente. Nel rappresentare la vacuità della vita online, Poppy suonava lei stessa vacua. Più che un virus nei nostri computer, sembrava una Barbie Girl per la generazione cresciuta con lo smartphone in mano.

Un anno dopo, Am I a Girl? ampliava le ambizioni della cantante con una produzione più ricercata e contemporanea: con suoni giusti al posto giusto, i richiami all’hip hop, i tic vocali già sentiti altrove, l’album trasmetteva una sensazione di coolness ricercata e assente dall’esordio plasticoso e kitsch. La presenza di Diplo e Grimes dimostrava che Poppy voleva giocare nella serie A del pop. Non si limitava a recitare la parte della creatura digitale che vive in un mondo perfetto, ma si chiedeva se lei, robot che prende coscienza in una fabbrica, sopravvivrà a una catastrofe ambientale. I robot siamo noi, ci diceva la cantante. Computer e smartphone sono i mezzi attraverso cui veniamo riprogrammati.

Poppy cantava anche di rossetti e fondotinta e cose frivole, ma qua e là abbozzava qualche ragionamento su identità, sessualità, controllo patriarcale, e piazzava qualche verso un po’ più forte, come una Madonna in miniatura: “Sono una pupa chic, se non ti piace mi puoi succhiare il cazzo”. Tutto sommato, anche Am I a Girl? sembrava l’estensione dei video in cui Poppy posava da meme vivente. Qualcosa cambiava nel finale. “Uh, heavy!” diceva nel pastiche prodotto da Chris Greatti e Zakk Cervini intitolato X che rimbalzava continuamente fra metal e pop. “Poetry, poetry, poetry, ecstasy, ecstasy, ecstasy”, cantava Poppy aprendo una nuova strada.

Il personaggio di I Disagree non indossa giacche slim color pastello e camicette immacolate. Poppy ha scoperto l’hard rock, incide per un’etichetta metal, la Sumerian, fa quello che chiama ‘post genre’. Chiede di essere seppellita due metri sottoterra, coperta d’asfalto e trasformata in una strada. La metafora del radicale rinnovamento personale è significativa del tono cupo che le canzoni di Poppy hanno assunto. Concrete è la prima scritta per il nuovo album, una miscela ben studiata di metal e pop da musical con le schitarrate di Aaron Deming dei Blame Candy, musicista dal gusto glam decisamente appariscente. È pop-metal teatrale che, a differenza dei due dischi precedenti, può essere apprezzato anche senza studiarne il sottotesto. Poppy ha espanso il suo vocabolario sonoro e l’ha reso dinamico fino a sfiorare la schizofrenia. È come se Marilyn Manson avesse fatto un disco con Madonna.

I giorni in cui Poppy sembrava uscita da una fantasia ASMR sono finiti. Oggi la sua musica ha l’energia, il senso melodico, la struttura che mancano a parte del pop contemporaneo. Poppy non inventa niente: recupera semplicemente dal passato giustapponendo passaggi metal e spudoratamente pop. I Disagree è una delle operazioni di riposizionamento musicale più clamorose degli ultimi tempi. Trattandosi di Poppy, una che pare uscita da una puntata di Black Mirror, la cosa tutto sommato non stupisce. La sua identità è in continua transizione, una cosa che – dice – ha imparato da David Bowie. Alle pop star che rivendicano la giustezza della propria personalità e costruiscono narrative sulla sua difesa appassionata, Poppy contrappone la massima di Alan Watts secondo la quale definire se stessi è un po’ come cercare di mordersi i denti.

In un vecchio video, a una Poppy sorridente se ne affiancava una seconda, perfettamente speculare. Quando alla prima cominciava a usciva sangue dalla bocca, la seconda esclamava un “Oh no!” tutt’altro che empatico. Quel breve commento evocava la falsa sensazione di compartecipazione offerta dai social media. In quanto YouTuber, Poppy si esprimeva come un’assistente digitale e si comportava come un automa per spiegarci che la prossimità emotiva promessa da internet è solo simulata e che l’esperienza condivisa tramite la rete sta sostituendo il pensiero.

Nelle canzoni di I Disagree Poppy ci dice che c’è una via d’uscita alla spersonalizzazione della vita online e che la disobbedienza è la chiave per la felicità o per qualcosa che le somiglia. Ci dice che dobbiamo “distruggere le cose che ci vogliono distruggere”. Ci dice che urlare è terapeutico, che è ancora possibile cercare di essere spudoratamente espressivi, che si possono esprimere sentimenti forti fino a lambire la parodia. Ci dice che si può uscire da un incubo, come fa fatto lei, ma solo per entrare in un altro. Ieri era un’intelligenza artificiale dall’eloquio raggelante. Oggi è il membro di una girl band a capo di un gang di motociclisti, con un collare di borchie attorno al collo e sangue rappreso sul viso.

Poppy suonerà live il prossimo 25 marzo alla Santeria Toscana di Milano

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