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La playlist sensoriale di Bruno Belissimo

Dopo aver pubblicato ‘Centocelle Nightmare’ con Le Feste Antonacci, il produttore e musicista ha selezionato per Rolling Stone cinque canzoni, una per senso, che raccontano lo spirito del suo pezzo

Nu disco funk spudoratamente rétro e giocosa con un testo matto e nonsense. Centocelle Nightmare con Le Feste Antonacci è il primo estratto dall’album di Bruno Belissimo che uscirà il 30 aprile e si intitolerà Maison Belissimo. Per presentarlo, il produttore e musicista ha selezionato per Rolling Stone cinque canzoni, una per senso (gusto, vista, tatto, olfatto, udito) che raccontano lo spirito del pezzo.

Gusto: “Un pò d’uva e un liquore” Pino D’Angiò

Centocelle Nightmare ha in qualche modo subito il fascino partenopeo. Lo abbiamo pensato subito sin dai primi provini, il cantato un po’ urlato, tutti gli incastri tra chitarre ritmiche, archi, fiati, etc sono la ricetta delle gloriose produzioni funk del bel paese negli anni che furono. Pino D’Angiò è sicuramente un modello sia per me che per Le Feste Antonacci, abbiamo voluto provare la ricetta dello chef e assaggiarla per bene.

Vista: “Outta Sight” Chromeo

La vena nu disco/nu funk del pezzo sicuramente è stata influenzata molto da pezzi come questo. Un mix perfetto tra new school e old school, groove potenti e melodie molto orecchiabili sono gli elementi che abbiamo disegnato in quel quadro astratto, talvolta nonsense, sognante e pazzo che abbiamo chiamato Centocelle Nightmare.

Tatto: “U Can’t Touch This” MC Hammer

Il giro di basso della strofa non può non ricordare questa gloriosa bassline. Non è esattamente uguale, ma quelle prime quattro note sono iconiche e le ho volute lasciare un po’ come citazione e un po’ perché stavano troppo bene. Cercavo una seconda parte del pezzo e al primo tocco del basso ho suonato questo… doveva essere un segno.

Olfatto: “Fragrance of You” Cerrone

Cerrone ma in generale moltissimo della disco music francese è stata grande fonte di ispirazione per questo pezzo. Poi figuriamoci Le Feste Antonacci vivono a Parigi quindi quel sound, oltre ad averlo naturalmente nelle loro corde, lo respirano a pieni polmoni.

Udito: “Listening Wind” Talking Heads

I Talking Heads sono un modello sempre. Potrei metterli come ispirazione per qualsiasi pezzo che ho fatto. Anche in Centocelle c’è molto di loro: la leggerezza ma senza superficialità, la semplicità e la sperimentazione. La cosa che adoro di Centocelle è che ogni volta che a ogni ascolto scopri un suono nuovo che prima non avevi sentito… provare per credere!

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