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La playlist di Nava

Non è riuscita ad accedere ai live di X Factor ma resta uno dei nomi più interessanti di questa edizione. Conosciamo meglio la cantante persiana partendo dai suoi gusti musicali e dal suo ultimo singolo, 'Firefly'

Nava. Foto: Matteo Strocchia, Matteo Servina. Stylist: Ruxandra Virca. Suit: Alexandru Basalic

Lo ammettiamo da subito: abbiamo un debole per Nava. Debole peraltro mai nascosto. Dai tempi del singolo Ritual, ospitato per la prima volta proprio su queste pagine, a oggi, quando è diventata una delle protagoniste della nuova edizione di X Factor. Almeno fino agli Homevisit, quando Manuel Agnelli ha deciso di non portarla ai live perché «già completa».

E forse Manuel ha ragione: Nava sa benissimo chi è, cosa fa, cosa vuole, e come muoversi nel suo territorio fatto di elettronica e sonorità persiane. Senza dimenticare estetica e outfit. Non la vedremo ai live, dicevamo, ma chissenefrega: abbiamo la musica. E partiamo proprio da lì e dal suo ultimo singolo, Firefly che ci racconta di «un mondo un po’ magico in cui sei trasportato da una sorta di forza di gravità, che in questo caso è rappresentata da una persona». Il video è realizzato con la sua stessa squadra di sempre, formata da Matteo Strocchia e Marco Servina che questa volta, partendo dal concetto di mondo fatato e cosmico (cit.), hanno creato due nuovi alter ego della cantante. Guardate qui:

Un progetto che continua la storia cominciata con Bloom, uno shortmovie in cui Nava ha concentrato cinque pezzi (Mah, Sebra, Blaze, Blank, Sleepless) e relativi video.

Ora però che l’esperienza televisiva è finita, è ora di tornare a suonare dal vivo (seguite la sua pagina Instagram per tutti gli aggiornamenti). E nell’attesa di vederla live ci siamo fatti confezionare una playlist con i suoi brani del momento. Che musica ascolta Nava? «La mia playlist cambia sempre, vi dirò la verità. Ultimamente metto NTS e la faccio decidere un po’ per me, accende la mia curiosità. A volte sono critica, tantissimo, su quello che ascolto e su quello che mi piace, ma in fondo non mi importa, tutto cambia, tutto è fluido! Se una cosa ti fa provare delle sensazioni in questo mondo di zombie in cui viviamo, ben venga! Anche se non e la cosa più ricercata del momento. So here goes my playlist del momento».

Nava. Foto: Matteo Strocchia, Matteo Servina. Stylist: Ruxandra Virca. Orecchini: Cocco Cose. Outfit: Veronica Nicastro

“Human Nature” Sevdaliza

«Ho scoperto questa canzone durante una writing session con Mattia Del Moro, e niente, gliene sarò per sempre grata. È diventata la mia ossessione. È allucinante come la voce possa diventare un strumento, ti fa capire che si può fare qualsiasi cosa. Gli unici limiti sono quelli imposti da noi stessi».

“Drown me” Chinaha

«Mi piace questa canzone perché è svogliata ma tagliente. La trovo proprio edgy, tra il testo e come le parole vengono pronunciate. Sembra dolce ma è piena di veleno. Tu la ascolti e ti rilassi, quasi ironicamente. Questo modo di scrittura e di cantare è quello che mi ispira di più. A sparare le note altissime c’è già Xtina, io prendo la strada di Lana o di Madonna, che puntano su altre cose».

“God breathed” Kanye West

«Fare dei sample con la voce è una cosa che trovo geniale, ed è assurdo come da una cosa si possa arrivare in una galassia diversa. Lo faccio spesso con dei pezzi tradizionali persiani. Mi piace tantissimo il fatto che si possa fare un sample di una canzone di Hayde (cantante persiana) su una batteria 808, pitcharla ed essere pronti a suonarla in una serata surreale. Chissà lei che ne penserebbe! Era molto avanti per il suo tempo perciò credo apprezzerebbe».

“Wildfire”” SBTRKT

«Confesso, sono una grande hater degli Hi-hat, ma questo è l’unico pezzo in cui li tollero. Mi piace perché i BPM non sono troppo alti e abbracciano questa linea melodica seduta e lenta. C’è anche da dire che vedere Kanye dal vivo mi ha fatto perdere tutta l’oggettività».

“Under the table” Fiona Apple

«Fiona è la persona che avrei voluto essere, ha scritto tutti pezzi che avrei voluto scrivere. Sinceramente non so se avrò mai il suo coraggio. È cosi innovativa e incazzata, vince i Grammy, non ha bisogno di usare i social ma quello che ha da dire ti arriva diretto al cuore e ci anneghi dentro. Penso che anche lei scriva quando è furiosa, come me! La vedo come una sorta di terapia».

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