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La playlist di Mai Mai Mai

Il musicista naturalizzato romano continua il suo viaggio "Nel Sud" esplorando con droni e noise il folklore del Mezzogiorno

Toni Cutrone, in arte Mai Mai Mai

S’intitola Nel Sud il nuovo lavorone di Mai Mai Mai, moniker dietro cui si cela il nome di Toni Cutrone. Il musicista (ormai) romano, reduce dalla sfilata di Gucci di ieri sera ai Musei Capitolini di cui ha curato la colonna sonora, continua nella sua esplorazione di forme, linguaggi e tradizioni folkroristiche dell’Italia meridionale, sfruttando però droni, noise e un lento incedere che onestamente ha del misterioso.

Abbiamo chiesto a Toni di mandarci cinque fra i pezzi che l’hanno influenzato nel processo di creazione di Nel Sud, o che semplicemente gli piacciono in questo momento.

“Antico Adagio” di Lino Capra Vaccina

Sicuramente il background musicale che più mi ha influenzato è temporalmente localizzabile in quel periodo tutto italiano, a cavallo tra i ’60 e i ’70, che può vantare un fermento artistico ineguagliabile, incanalato musicalmente verso “forme altre”, al di fuori della canzone all’italiana, e alimentato sia dall’underground che dai circuiti più accademici. Colonne sonore, musica concreta, psichedelia e prog, musiche più o meno rock, avanguardia ed etnica rivisitata. Per esemplificare questo periodo per me di così tanta ispirazione, segnalo il mio amato Lino Capra Vaccina (con cui ho avuto il piacere di collaborare su una traccia del mio album “Phi”) e il suo “Antico Adagio”

“Urania” di Panasonic

Avrò avuto 15 anni quando mi scontrai con i Panasonic. Lo chiamo scontro perché fu quello l’effetto che mi fece conoscere la musica elettronica, facendomi rotolare per metri e perdendo i sensi. Dopodiché è stato un piacere continuare a seguirli per la loro strada e la loro evoluzione. E un piacere incontrarli di persona e scambiare idee e pensieri. Fino a che un paio di anni fa Mika ci ha tristemente lasciato. Un abbraccio e grazie per quello che hai fatto.

“Il secondo coro delle lavandaie “ di Roberto Simone / Nuova Compagnia di Canto Popolare

Tornando all’Italia e alle nostre radici musicali: da piccolo avevo una sorta di repulsione per le musiche tradizionali e di folklore del nostro Paese.
Finché non cominciai ad incontrare ascolti sul genere che avevano qualcosa di particolare e intrigante, capace di lasciare il segno ed essere di ispirazione per percorsi personali. Tra le tracce che più mi colpirono e mi aprirono lo sguardo sul genere fu Il Secondo Coro delle Lavandaie (La Gatta Cenerentola – 1976). Una traccia che ha più di quarant’anni e suona tutt’ora attualissima.

“Inside Out” di Clipping

Sono sempre stato un appassionato di Hip Hop fin da piccolo. E tra le cose che mi affascina di più, trovo che in questo genere si riesca ad ottenere un ottimo incrocio da ricerca sonora e sperimentazione, contenuti (culturali / politici / sociali), ritmo e forme “pop” . I Clipping (che escono per Sub Pop) sono un esempio che ascolto sempre con gran piacere.

“Kecemasan” di Tarawangsawelas

Duo indonesiano che unisce suoni e strumenti tradizionali ad un approccio avanguardistico. Usciti (infatti) per la Morphine Records di Rabih Beaini, sono stati tra i miei ascolti più frequenti dello scorso anno. La capacità di unire in modo sincretico le sonorità della propria cultura con la ricerca e la sperimentazione è una qualità più che rara che mi affascina e invidio (e ricerco nel mio percorso). Perfetto per le meditazioni di tutti i giorni.

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