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La playlist di Joe Bastianich

Dietro il personaggio televisivo c’è un rocker. In occasione della pubblicazione dell’album ‘Aka Joe’, abbiamo chiesto al futuro giudice di ‘Italia’s Got Talent’ di raccontarci le canzoni che l’hanno ispirato di più

Joe Bastainich

Foto: Angelo Trani

«La musica è per me l’espressione più pura», ha detto Joe Bastianich nel presentare il suo album Aka Joe. Per lui, figlio d’immigrati italiani nato nel Queens, il rock ha rappresentato un modo per integrarsi negli Stati Uniti e col tempo è diventato qualcosa di più. Gli abbiamo chiesto di raccontarci le cinque canzoni che l’hanno ispirato nella vita. Ha scelto quattro classici anglo-americani e un cantautore da autentico intenditore.

“Ramble On” Led Zeppelin

Un capolavoro nato da quei geni di Jimmy Page e Robert Plant. Per me i Led Zeppelin sono alla base di tutto tant’è che mi sono tatuato “Ramble On” sul braccio. Non è solo grande musica, è l’espressione pura di un mix di forza, passione, sesso e bravura. Il caposaldo del rock.

“Old Man” Neil Young

Così ho scoperto la musica americana che abbina folk, country e blues in chiave cantautorale. Un sound puramente americano. Per me è stata un’evoluzione verso una musica di significato, una musica che racconta i tempi, la politica, il movimento hippie. Un evoluzione intellettuale e sociale: the sound of America.

“Lungs” Townes Van Zandt

Le fondamenta dell’american country. Forse Townes Van Zandt non è molto conosciuto come cantautore, ma i suoi pezzi hanno raccontato un’era e nel tempo, insieme a Gram Parsons, hanno contribuito a definire il country-rock. Per me davvero importante a livello personale e musicale.

“St. Stephen” Grateful Dead

La mia seconda evoluzione. Più di una musica, più della greatest rock band, i Grateful Dead simboleggiano per me un modo di vivere. Nella loro musica, che è cultura, troviamo lezioni di pura vita: come trattare gli altri, l’impegno per la comunità, la responsabilità sociale molto forte. Rappresentano la nascita della jam band in un suono che racchiude tutti i generi americani, dal country al folk, al blues, al rock fino al gospel nelle loro espressioni più potenti.

“Space Oddity” David Bowie

Simboleggia la scoperta dell’alternativa. In musica, ma non solo. Prima per me le canzoni erano narrativa, ma David Bowie introduce concretezza, concetti relativi a gender, sessualità, suoni super alternativi che mi hanno fatto pensare – anche al di fuori della musica – all’apparenza, che non sempre rappresenta la verità assoluta.

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