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La playlist di INRI: «Le canzoni della nostra festa»

L'etichetta indipendente torinese è in festa. Celebriamola insieme

INRI

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Siete pronti per un “WeekEnd della Madonna“? INRI, l’etichetta indipendente torinese, festeggia il Ponte dell’Immacolata con i suoi artisti, in due tempi: uno per i rocker e uno per i palati più indie.

Ecco una piccola anteprima:

Per prepararvi, gli amidi ci INRI hanno scelto una playlist speciale per Rolling Stone. La potete ascoltare cliccando sul player Spotify qui sopra:

1. “Cosa vorrei?” Anthony Laszlo (2014)
«Power duo d’istanza a Torino. Quando il punk incontra il cantautorato…i nuovi arrivati in casa INRI».

2. “Jpg” Bianco (2012)
«L’unico colore che abbraccia tutti gli altri così come sono. Ecco chi é Bianco: un cantautore che sa raccontare le sfumature, con l’onestà di un viaggiatore».

3. “Canzone dei Murazzi” Ila Rosso (2014)
«Con uno sguardo alla tradizione dei menestrelli medievali, Ila Rosso racconta la realtà che ci circonda attraverso la sua musica d’autore pungente e a tratti stravagante ed ironica».

4. “Violenza” Cibo (2014)
«I Cibo non sono: grindcore, demenziali, metallari. Cosa sono? Eh chi lo sa!»

5. “Que viva la fiesta!” Monaci del Surf (2014)
«Duelli tra chitarre, botta e risposta tra melodie e l’atmosfera di una festa in spiaggia col falò e gli amici che ballano attorno al fuoco».

6. “Duel” Titor (2012)
«Simpatici fumosi piemontesi abrasivi : praticamente infrangibili».

7. “Io sapere poco leggere” Linea 77 (2014)
«Non occorrono presentazioni per una band che ha fatto la storia dell’ alt-rock italiano».

8. “Non é tardi” Gnut (2014)
«Il nuovo fenomeno folk della Napoli 2.0, portatore sano di uno stile di vita da “decrescita felice” e dall’attitudine hobo».

9. “Streghe” I Treni all’alba (2011)
«Quelli dell’apocalisse della porta accanto, colonna sonora alla catastrofe di una quotidianità folle e asservita, figli maturi delle atmosfere alla Sergio Leone».

10. “Hot Situation” Train to Roots (2014)
«Musica in levare dalla Sardegna: reggae con il dubstep e l’hip hop in una sorta di viaggio nel tempo della black music».

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