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La playlist di G Pillola

Abbiamo chiesto a G Pillola di farci una playlist per presentarci il suo nuovo album, "Canzoni per appassionati", con cui si allontana dai dogmi della trap

Esce oggi Canzoni per appassionati di G Pillola, disco un cui l’artista si allontana dalla trap, in cui non riusciva più a esprimersi liberalmente, per lasciarsi andare alle contaminazioni. “Trap, rap, chiamatelo come volete, quel mondo non mi stimolava più come prima”, dice G Pillola. “Se già quando cavalcavo l’onda di quel genere sono sempre stato molto “weird” e definito come “strano” per i miei contenuti alternativi e le mie contaminazioni musicali, sono arrivato ad un estremo di questo processo fino a farmi assorbire dalle contaminazioni stesse ed eliminare il genere di partenza”. Il risultato è un disco fatto di canzoni d’amore e di celebrazione della quotidinità. Gli abbiamo chiesto di farci una playlist per farcelo capire meglio.

“Cupido” No Sabes Mentir

Questa canzone è stata sicuramente un punto di riferimento per me perchè mi riconosco moltissimo nel percorso musicale di Pimp Flaco, ora appunto Cupido, e nel suo cambio di genere. Il sound psychedelic pop sognante unito all’utilizzo grezzo di autotune misto a frasi d’amore lo rende weird al punto giusto da aggiungerla a tutte le mie playlist.

“A me me piace ‘o blues” Pino Daniele

‘A me me piace ‘o Blues’ è un pezzo che racchiude a pieno l’energia inarrestabile di Pino, un inno di ribellione nei confronti della musica che ascoltavano i suoi genitori, mentre io, che proprio grazie ai miei l’ho conosciuto nei sedili posteriori della macchina, li ringrazio perchè forse mi ha reso più ribelle e determinato.

“Sex Show” Enzo Carella

Enzo Carella per me è uno dei cantautori più particolari del panorama disco dance anni ’80 italiano, e ‘Sex Show’ ne racchiude la sfumatura più sexy e provocatoria. I doppi sensi utilizzati nel testo e il tappeto di sensualità che crea il rhodes constatano come Sfinge sia un’album a luci rosse ma mai volgare. Ascoltare dopo la mezzanotte.

“Love Trip” Takako Mamiya

‘Love trip’ è una delle tantissime tracce del city pop giapponese che hanno dominato i nostri ascolti negli ultimi anni. In qualche modo si tratta della versione nipponica di Pino Daniele, ma con un fascino esotico ineguagliabile. Oltre alle linee vocali, gli arrangiamenti di basso e batteria sono sicuramente gli elementi che ci hanno influenzato di più per la parte funk del disco. La composizione è ricca di stacchi e fills che amiamo alla follia. Insomma, dopo la vaporwave e il future funk abbiamo deciso di andare direttamente alla fonte originale: la scelta migliore della nostra vita.

“Loniterp” Verdena

‘Loniterp’ è una delle canzoni dei Verdena in cui mi riconosco di più, contiene contaminazioni e citazioni esplicite mantenendo però lo stile inconfondibile del gruppo, un po’ come abbiamo cercato di fare io e Blue Jeans da quando abbiamo iniziato a sperimentare vari generi per il nostro progetto. Il finale della canzone è un frammento di una trasmissione radiofonica dell’est europa e questo gli dona quel tocco quasi “Lo-fi” che non smetterà mai di affascinarmi.

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