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La playlist di Andrea Belfi

Il percussionista e compositore, impegnato in tour con Thom Yorke, si esibirà questa sera in Fondazione Prada per la rassegna ‘I Want To Like You But I Find It Difficult’

Andrea Belfi

Foto: Steve Glashier, courtesy Fondazione Prada

“I brani che ho qui scelto hanno una loro particolare magia, adatti all’afa che si respira oggi nel mio studio nel profondo est della Berlino Est”, dice Andrea Belfi, compositore e percussionista italiano, tra gli artisti più apprezzati della scena sperimentale europea. Oltre alla collaborazione con Thom Yorke – Belfi aprirà le date del suo tour europeo –, il musicista si esibirà questa sera a Fondazione Prada per la rassegna I Want to Like You But I Find It Difficult, il festival sperimentale di Craig Richards.

“Shh Peaceful” di Miles Davis

Le atmosfere di questo disco. Tutto è suonato in maniera così controllata, minimale e aperta. Il batterista in questo disco è Tony Williams, uno dei miei punti di riferimento di sempre a livello sonoro e tecnico sulla batteria. Un porto sicuro dove approdare.



“Magnamite” di Robert Aiki Aubrey Lowe

Ritmica immersiva come solo Robert Aiki Aubrey Lowe sa fare. Ho avuto modo di vedere Robert suonare con 90 Day Men, OM, e solista a nome Lichens e più recentemente al Festival “The Long Now” a Berlino, e riesce sempre a stupirmi la sua enorme musicalità. Questo disco è stato pubblicato dall’etichetta francese Latency, che ammiro molto per la varietà e la qualità delle uscite.

“For Organ and Brass” di Elen Arkbro


Sequenze di accordi meravigliose in cui perdersi per ore. 



“Funerale di un contadino” di Chico Buarque & Ennio Morricone


Chico Barque ed Ennio Morricone. Due giganti. Un capolavoro.



“Eranu” di Gasper Lawal


Ho scoperto questo disco in un momento in cui ascoltavo quasi esclusivamente la musica di King Sunny Ade, e cercavo altra musica Nigeriana interessante. È incredibile come il ritmo si muove in questo pezzo, claudicante, sinuoso ma molto preciso allo stesso tempo. Meravigliosa la linea di basso nella sua semplicità, che ogni tanto suono con il mio Wattplower (il basso che Mike Watt ha disegnato e che mi ha regalato dopo il nostro ultimo tour assieme). 

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