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La playlist dei Quartieri


La band romana, di ritorno sulla scena a sei anni dall'esordio, ha scelto le cinque canzoni perfette per prepararci all’ascolto del nuovo album ‘ASAP'

I Quartieri

Foto: Giulia Trabacco

Nel 2010, quando l’indie italiano era lontanissimo dal successo degli ultimi anni, un EP intitolato Nebulose, una piccola collezione di canzoni sospese tra psichedelia e cantautorato, divenne un piccolo caso. Era la prima apparizione dei Quartieri, band romana con un suono sospeso tra la canzone d’autore alla Senigallia e il pop colto di Grizzly Bear e XX. Tre anni dopo, il gruppo ripeterà il successo e convincerà la critica con l’esordio ufficiale Zeno, da cui verranno estratte alcune canzoni per la colonna sonora di Suburra. Poi una lunga pausa di sei anni, un’enormità per una band contemporanea, necessaria per scrivere il nuovo album ASAP, uscito il 4 ottobre per 42 Records.

Il secondo LP dei Quartieri è un prodotto nato in completa autonomia: prodotto, registrato e mixato dal frontman Fabio Grande (già con Colombre e Maria Antonietta), ASAP conferma il legame con la scuola romana e il pop più internazionale. Per capire meglio come nasce il suono del disco, abbiamo chiesto alla band di costruire una playlist con le loro influenze più importanti.

1. “The Great Beyond” R.E.M.

Dei R.E.M. amiamo il fatto che hanno fatto sempre dischi con uno spirito da eterni ragazzi: immediati, urgenti, mai contorti, mai mentali, mai stupidi. Dal vivo quando arriva il ritornello, accelerano come degli animali che hanno rotto la gabbia, come facevamo noi quando suonavamo nella band del liceo, alla festa di istituto in palestra. Solo che a loro riesce meglio.

2. “Spaziale” Edda

Edda è un artista gigante che non ha lo spazio che merita. Questa canzone ha il potere delle grandi opere d’arte, riesce a farti guardare con occhi amorevoli anche il dolore, a metterlo nella gamma delle esperienze di una vita senza giudicarlo. Poi la melodia e l’interpretazione sono inarrivabili.

3. “See No Evil” Television

Pezzo pazzesco se ti piacciono ancora le chitarre e se ami il rock and roll di New York, dai Velvet Underground in su. Questo pezzo ha una carica incontenibile di gioia psichedelica che ci esalta. In sala prove spesso ci cimentiamo nei loro pezzi per poi tornare mestamente su cose più facili.

4. “Il Re Del Mondo” Franco Battiato

Battiato è un periscopio: dall’abisso spunta una lente sopra la superficie calma dell’acqua. La musica è sublime, con quell’armonia precaria di maggiore/minore che si alterna. Nel testo concentra secoli di storia e culture lontane, unendo tutto nel segno di un destino comune.

5. “Let Down” Radiohead

I Radiohead sono una nostra grandissima passione da sempre e questa canzone è un gioiello di musica senza tempo. Ha una produzione anomala e sospesa, non si sa come gli è venuta. Loro rappresentano davvero tanto per noi, non riusciamo a sbarazzarcene.

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