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John Lennon, il più pazzo dei Fab Four avrebbe compiuto 75 anni oggi

Rolling Stone celebra l'artista e attivista con una playlist di 15 canzoni. Da "Imagine" e "'Working Class Hero" alle canzoni con la Plastic Ono Band, la band fondata con la moglie Yoko Ono, poco prima dello scioglimento ufficiale dei Beatles

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Ai festeggiamenti ufficiali ha pensato Yoko Ono, vedova del musicista visionario, che ha provato a ricordare l’ex Beatle organizzando il segno della pace “umano” più grande del mondo, a Central Park, New York. Ovviamente, sulle note di Imagine.

Ecco come è andata:

Ma John Lennon è stato davvero tante volte a casa dei nostri antenati negli States, dalle decine di copertine alle interviste esclusive, pubblicate anche postume. 3 giorni prima di morire per mano di un fan ossessionato dalla sua musica, l’8 dicembre 1980, passò nove ore con Rolling Stone, ricordate l’ultima intervista al più pazzo – a detta sua – dei Fab Four? Quella che sembrava essere andata perduta, fatta il 5 dicembre 1980. Rolling Stone gli ha dedicato un numero speciale 30 anni dopo.

«Vogliono soltanto degli eroi morti, come Sid Vicious e James Dean», aveva detto un quarantenne John Lennon alla rivista, riferendosi ai fan e ai critici che non gli erano rimasti fedeli durante i suoi 5 anni di pausa dalla musica. Ma lui si identificava di più con un’altra star nascente del «Che Dio aiuti Bruce Springsteen quando decideranno che lui non è più un Dio… Gli volteranno le spalle, e mi auguro che sopraviva».

John Lennon sembrava disposto a ritornare a esibirsi insieme a Paul McCartney, George Harrison e a Ringo Starr. Ignaro, non aveva però alcuna fretta: «Penso che lo rifaremo. Ma non ci saranno fumogeni, trucco, o luci. Sarà tutto molto rilassato. Però potremo scherzare. Saremo rocker rinati, e ricominceremo tutto da capo. Abbiamo un sacco di tempo, giusto? Un sacco di tempo».

«La cosa più difficile è fare i conti con se stesso. È più facile gridare “rivoluzione” e “potere al popolo” che guardarsi dentro e scoprire cosa c’è di vero e non, gettar fumo nei propri occhi e contro la propria ipocrisia… È quella la cosa difficile». Lennon aveva ammesso di aver poi imparato quanto fosse importante sviluppare il proprio — il suo — lato debole, riconoscendo a Yoko Ono il merito di averlo aiutato ad accorgersene.

Molto diversa dalla conversazione con il fondatore di Rolling Stone nel 1971, in occasione dell’uscita dell’album di debutto della Plastic Ono Band, poco prima dello scioglimento ufficiale dei Beatles. Un’intervista incredibile in cui lo stesso Lennon paragonava le tournée con i Fab Four al Satyricon di Fellini, senza voler approfondire troppo, per rispetto della moglie, cofondatrice della band.

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