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Frank Sinatra, una playlist di canzoni senza tempo

Celebriamo 'The Voice' con i brani che lo hanno reso immortale

Frank Sinatra aka The Voice avrebbe compiuto 100 anni il 12 dicembre 2015. Lo celebriamo con le canzoni che lo hanno reso immortale

Frank Sinatra aka The Voice avrebbe compiuto 100 anni il 12 dicembre 2015. Lo celebriamo con le canzoni che lo hanno reso immortale

Vince 21 Grammy, 2 Emmy e un premio Oscar, seduce le donne più belle del mondo e si sposa 4 volte. C’è chi lo chiama The Voice, chi “amico dei mafiosi” e chi solo Frank. In occasione del suo 100esimo anniversario, vogliamo ricordare l’italianissimo Frank Sinatra con una playlist di pezzi che lo hanno reso immortale.

10. “Fly me to the moon feat. Antonio Carlos Jobim”

La luna, un elemento ricorrente nell’immaginario sonoro di Frank Sinatra, tanto che The Voice gli dedicherà un intero disco nel 1966.
La versione di Sinatra del 1964 è sicuramente la più famosa. Qui ve la proponiamo in una versione del 1994, interpretata insieme al celebre musicista brasiliano Antonio Carlos Jobim.

9. “That’s life”

Titletrack del disco del 1966, è uno dei pezzi più conosciuti e interpretati di Sinatra. Nonostante il disco non avesse ricevuto un caloroso riscontro dalla critica dopo il successo internazionale di Strangers in the Night, il brano si stabilì al 4° posto nella Billboard Hot 100 di quell’anno.

8. “It Had to Be You”

Composta da Isham Jones con il testo di Gus Kahn, It Had to Be You è una canzone popolare americana del 1924. Sinatra, da bravo crooner, la incide nel 1979 con Billy May e alla sua Orchesta. Questa versione sarà inserita nell’album Trilogy del 1980, nel primo LP- The Past (Collectibles of The Early Years)

7. “Have Yourself a Merry Little Christmas”

In ogni playlist che si rispetti, non può mancare il pezzo di Natale, soprattutto in questo periodo: Have Yourself a Merry Little Christmas è una delle tracce che compone il celebre Christmas Songs by Sinatra del 1948. La voce calda e rassicurante di The Voice, insieme ai cori e agli arrangiamenti di Axel Stordahl, riscaladano da allora ogni Natale che si rispetti.

6. “I’ve Got You Under My Skin”

Di sicuro uno dei pezzi iconici di Sinatra, la canzone appare nel disco del 1956 Song for Swinging Lovers!. Brano musicale del 1936 scritto da Cole Porter per il musical Born to Dance, I’ve Got You Under My Skin viene consacrata agli occhi del grande pubblico proprio da Sinatra che la inciderà per la prima volta nel ’56, e ancora nel 1963, inclusa nell’album Sinatra’s Sinatra, e nel 1993 con Bono degli U2.

5. “Strangers in the Night”

Sinatra at his best – uno dei cavalli di battaglia di The Voice… anche se alcune voci di corridoio sostengono che lui disprezzasse la canzone, non rinunciando tuttavia ad eseguirla durante tutte le sue performance. Ve la proponiamo in versione live alla Budokan Hall di Tokyo nell’85, con l’inconfondibile smumatura sul finale «doo-be-doo-be-doo» che ispirò il nome del cartone animato canino Scooby Doo.

4. “It Was a Very Good Year”

Un brano eccezionalmente à la Sinatra: caldo, struggente ed evocativo. L’interpretazione valse a The Voice un Grammy nel 1966 come Miglior interpretazione contemporanea vocale maschile. Qui vi proponiamo la versione dal vivo durante il Live at the Meadowlands dell’86.

3. “Something Stupid”

Nel 1967 Frank Sinatra & la figlia Nancy portano al successo questo brano originariamente interpretato da Marvin Gaye e Tammi Terrell. Uno dei duetti “in famiglia” più celebri della storia, a cui Robbie Williams e Nicole Kidman hanno reso omaggio nel 2001 con la loro personalissima interpretazione.

2. “You Make Me Feel So Young”

Lo dice il titolo stesso dell’album che la contiene – Songs for Swingin’ Lovers! del 1957: un insieme di pezzi romantici arrangiati in chiave swing. E You Make Me Feel So Young è l’alfiere del disco: frizzante, allegra e sdolcinata al punto giusto.

1. “My Way”

Incisa da Sinatra per la prima volta nel 1968, Paul Anka ne scrisse il testo sulle note di Comme d’habitude di Claude François, senza rispettare il testo originale ma raccontando la storia di un uomo maturo, del bilancio della propria vita. Un tema da subito molto vicino a Sinatra che, dopo alcuni indugi e convinto dalla figlia Nancy, la interpreta a modo suo, regalando ai posteri un vero e proprio testamento spirituale.

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