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Paul McCartney e Michael Jackson, quasi amici

Nell'anniversario dell'uscita di 'Say Say Say', il primo singolo scritto dall'ex Beatles e dal Re del pop, ripercorriamo la storia di una collaborazione nata al telefono e finita nelle aule dei tribunali

Paul McCartney e Michael Jackson in studio di registrazione

Foto via Twitter

“Michael, we’re not gonna fight about this okay?”. “Paul, I think I told you, I’m a lover, not a fighter” recitavano Michael Jackson e Paul McCartney nel video di The Girl is Mine, uscito nel 1982, primo duetto pubblicato dal binomio tra l’ex Beatle e il Re del Pop, prima canzone nella storia della musica in cui una voce bianca e una di colore litigavano per conquistare il cuore della stessa donna. Tuttavia, appena tre anni più tardi, Jacko e Macca si sarebbero trovati a litigare per ragioni ben più salate della ragazza immaginata nel brano inciso su Thriller, per un diverbio durato fino alla morte di Jackson nel 2009.

Ma occorre fare un passo indietro, fino a quella chiamata da cui tutto è partito. Erano gli inizi degli anni ’80, il telefono di casa McCartney stava squillando: “Ciao Paul, sono Michael, ti va di scrivere insieme qualche hit?”. Inizialmente incredulo, non appena Paul comprese di trovarsi realmente davanti alla stella più luminosa del music biz accettò immediatamente la collaborazione. I due artisti, d’altronde, si erano corteggiati già in precedenza con Girlfriend, brano scritto dal bassista dei Beatles per MJ e pubblicato sia sul capolavoro Off The Wall, sia nella versione di McCartney nell’album dei Wings, London Town.

L’amore vero e proprio, tuttavia, sbocciò proprio in seguito a quella telefonata. Pochi giorni dopo Michael era negli AIR Studios di Londra insieme a McCartney e a sua maestà George Martin durante le registrazioni di Tug of War – primo album dopo l’esperienza Wings –, intento a scrivere il testo del vero esordio firmato Jackson-McCartney, Say Say Say. Tuttavia, a causa del lungo periodo di gestazione, il singolo uscì soltanto due anni dopo, il 3 ottobre del 1983, come anticipo dell’album di Macca Pipes of Peace, pubblicato il 31 ottobre dello stesso anno.

Durante i giorni delle registrazioni, Jacko era ospite a casa McCartney, accolto da Paul e Linda come un figlio, tanto sembrava ‘fraterno’ il legame tra l’ex Beatle e il suo nuovo protetto. Una sera i tre erano riuniti a cena, quando Paul decise di regalare al giovane collega un consiglio di cui, in futuro, si sarebbe amaramente pentito. Macca si alzò da tavola per andare a prendere un catalogo da mostrare al giovane amico. “Guarda Michael”, disse McCartney una volta tornato, “queste sono tutte le canzoni di cui ho acquistato i diritti: ogni volta che uno di questi brani viene registrato, vengo pagato, ogni volta che uno di questi brani viene passato in radio, vengo pagato, ogni volta che qualcuno li suona dal vivo, vengo pagato. Se vuoi fare un sacco di soldi, compra i diritti d’autore di vecchie canzoni che sai che verranno suonate di nuovo o che verranno messe in radio”.

Povero Paul, mai e poi mai avrebbe immaginato che quel ragazzo poco più che ventenne avrebbe architettato un piano diabolico per usare il suo stesso consiglio contro di lui. Jackson, infatti, non si limitò a comprare “i diritti d’autore di qualche vecchia hit”, ma acquistò per quasi 50milioni di dollari tutto il catalogo della ATV Music, società che deteneva i diritti di pubblicazione di circa 250 canzoni dei Beatles. Paul, che per l’occasione aveva sepolto l’ascia di guerra con la vedova Lennon, Yoko Ono, provò in ogni modo a ostacolare l’acquisto, ma i dollari di Jackson suonavano più forti di qualsiasi Can’t Buy Me Love.

Ma com’è potuto succedere che una star navigata come McCartney si sia fatta fregare in questo modo da un ‘pivello’ come Jackson? Bisogna andare nuovamente a ritroso, fino al 1970, quando Dick James aveva venduto la sua quota della Northern Songs alla ATV. James, infatti, era stato editore dei Beatles fin dagli esordi dei Fab Four, quando, assicurando passaggi televisivi a John e soci, aveva convinto il manager Brian Epstein a fondare con lui la società che avrebbe gestito i diritti di pubblicazione di tutti i brani firmati Lennon-McCartney, la Northern Songs. La Beatlemania esplose, James si arricchì a dismisura grazie a un accordo che lo vedeva destinatario del 50% degli introiti della Northern Songs, con l’altra metà dei guadagni distribuita tra Epstein e i membri della band – Lennon e McCartney entrambi con il 15%, Epstein, Starr e Harrison a dividersi le ‘briciole’.

Gli anni passarono, i Beatles diventarono adulti e cominciarono a mal sopportare l’ingordo editore che aveva approfittato del loro talento per gonfiarsi le tasche alle loro spalle – un esempio? la canzone Only a Northern Song, scritta da Harrison come lettera d’odio indirizzata a James. La bomba esplose alla fine degli anni ’60, quando James decise di cedere la sua quota alla ATV Music, il tutto all’insaputa di John e Paul, inermi davanti al potere contrattuale del colosso americano che in seguito avrebbe acquistato anche le loro percentuali, assicurandosi l’intera torta sui diritti di pubblicazione dei Beatles.

Ma la fortuna è una ruota che gira, e una decina d’anni dopo la ATV è in bancarotta: qui entra in gioco Jackson che, portandosi a casa il repertorio dei Beatles, si assicurò anche l’odio imperituro dell’ex amico McCartney. Passano altri dieci anni, Jackson inizia ad accusare le spese folli fatte durante la carriera e, nel 1995, decide di vendere metà del suo tesoretto musicale alla società da cui lo aveva acquistato, nel frattempo diventata proprietà della Sony, per circa 100 milioni di dollari. È il 2006 quando Sony/ATV acquista un’altra fetta dei diritti delle canzoni dei Beatles, stipulando un accordo con Jackson che prevedeva che la multinazionale avrebbe aiutato il Re del Pop ad appianare i suoi debiti, in cambio della metà dei diritti rimasti a Jacko. Sony/ATV, quindi, possedeva il 75% di un catalogo dal valore stimato attorno al miliardo di dollari.

Nel frattempo McCartney e Jackson avevano in parte riallacciato il loro rapporto, rimasto solido fino alla morte del Re del Pop nel 2009. Infatti, nonostante le voci che includevano Macca nel testamento di Michael, la percentuale del catalogo ATV rimasta in possesso di Jackson finì alla famiglia che, a sua volta, cedette tutto a Sony. Intanto il tempo continua a correre e McCartney aspetta. Poi, nel 2018, sfruttando una legge statunitense sul copyright, McCartney è riuscito a riappropriarsi delle canzoni scritte insieme a Lennon nei primi anni 60′, essendo passati più di 56 anni da quando i due si trovavano in cameretta a scrivere Please Please Me o Love Me Do. Stando alle previsioni, Paul potrà completare la riacquisizione delle proprie canzoni entro il 2026, quarantacinque anni dopo quella chiamata con cui invitò un ventenne a casa sua, per incidere Say Say Say. La telefonata gli costò parecchio, d’altronde era un’intercontinentale.

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