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Ogni fine è un nuovo inizio, Motta ospite della Milano Music Week: il video dell’incontro con i fan

In occasione dell’uscita dell’album La musica è finita, abbiamo fatto due chiacchiere con il cantautore e un ospite d’eccezione, il regista Pepsy Romanoff art-director del disco

Foto press

«È come se questo disco avesse sbloccato porte che erano chiuse da un po’». Ospite sul palco della Torneria Tortona in occasione della Milano Music Week 2023, Francesco Motta ci ha raccontato così un nuovo capitolo della sua vita.

La recente pubblicazione del nuovo album La musica è finita è infatti un’ottima occasione per ripercorrere la sua carriera, un percorso artistico nel quale spesso ricorre il concetto di caducità, fermata senza certa ripartenza e chiusura di un ciclo: pensate per esempio al suo disco d’esordio La fine dei vent’anni, oppure singoli come La nostra ultima canzone da Vivere o morire o Titoli di coda sull’ultimo disco.

“Ogni fine è un nuovo inizio” è il titolo dell’incontro tra Motta e i suoi fan alla Milano Music Week, una chiacchierata moderata da Rolling Stone Italia durante la quale abbiamo toccato diversi aspetti del suo lavoro e dell’approccio artistico a questo quarto album.

Prima di tutto, la presenza di elementi elettronici nel corpo musicale del disco, e poi la collaborazione con altri autori, da Francesco Bianconi e il suo uso peculiare delle parole nella canzone che dà il titolo all’album, a rapper come Willie Peyote (voce su Titoli di coda) e Danno del Colle Der Fomento, che ha lavorato su alcuni testi del disco, nel suo genere – parola di Motta – «il numero uno in assoluto, chiaro e incisivo come solo il rap sa essere».

E alla chiacchierata in occasione della Milano Music Week ha partecipato anche Pepsy Romanoff, affermato regista che de La musica è finita è art-director, avendo curato l’intero progetto visuale dell’album.

Interessante il viaggio immaginario raccontato dalla copertina del disco e dal video di Anime perse: dalla natura di Domodossola al cemento freddo di Hong Kong, «due mondi distinti e separati» – ha spiegato Romanoff – «che rappresentano i due lati di Francesco nonché le due facce della medaglia di ognuno di noi».

«Mi ha sempre affascinato partire dalla fine per capire dove ero», ha detto Motta, «spesso ho detto “questo disco è una ripartenza”, ma questa volta è vero. La fine dei vent’anni è uscito nel 2016, è come se avessi affrontato una crisi dei 7 anni nella relazione con me stesso e sono dovuto ripartire da zero».

La musica di Motta non è affatto finita, il suo viaggio continua. Dopo una serie di concerti sold out, aspettiamo le nuove date del tour estivo, saremo sotto palco a cantare con lui.

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