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Zucchero: «Per vendere 1000 copie in più dobbiamo fare i vinili colorati»

Sugar pubblica l’edizione deluxe di ‘D.O.C.’ e come sempre parla con franchezza. «Io spero che lo streaming scoppi da un momento all’altro»

Foto: Daniele Barraco

«Si sono inventati questa roba dei colori», dice Zucchero. Siamo alla fine della conferenza stampa via Zoom in cui il cantante ha presentato la deluxe edition di D.O.C., l’album che ha pubblicato nel novembre 2019. Si riferisce all’idea di rieditarlo non solo in digitale, in doppio CD e in triplo vinile, ma anche in triplo vinile colorato, come va di moda. «Per me va bene, non faccio nessuna fatica. Addirittura il manager di Paul McCartney mi ha detto che loro hanno fatto undici colori diversi. Si vede che uno lo vuole giallo, la mademoiselle lo vuole rosa, quell’altro col figlio appena nato lo vuole azzurro. Per vendere 1000 copie in più dobbiamo fare tutte queste maronate qua. Hai capito come siamo messi?».

La nuova edizione di D.O.C. contiene sei brani in più, ovvero le inedite Succede, Facile, la cover di Don’t Make Promises di Tim Hardin intitolata Non illudermi così (che parla anche di social network: «I social stanno a me come una cravatta al maiale», dice Zucchero), la cover in lingua inglese di Wichita Lineman di Jimmy Webb, portata al successo da Glen Campbell e fra le fonti di ispirazione del Bruce Springsteen di Western Stars. «Impossibile adattare in italiano la profondità del testo», dice Zucchero.

La quinta canzone è Don’t Cry Angelina nata ai tempi di Oro, incenso e birra e completata solo in estate. È ambientata ai tempi della resistenza ed è ispirata al libro di Ezio Meroni Angela. Una storia d’amore nella guerra partigiana. La sesta è il duetto con Sting September. «Lui ha voluto girare il video alle 6:30 di mattina e io sono uno che si alza all’una. È abituato ad alzarsi presto fin da piccolo, quando aiutava il padre a consegnare il latte. Sul set io sono stato rincoglionito per tre ore, e forse si vede, lui prima ancora di girare si è fatto mezz’ora di piscina all’aperto in ottobre, per tonificarsi. Allucinante».

In quanto ai tour, «ci diranno a metà gennaio se possiamo ripartire e in che modo. Spero che si possano fare le date all’Arena di Verona, anche a capacità ridotta. Io suono lo stesso, dobbiamo suonare, dobbiamo dare un segnale di rinascita. Alla mia gente, i musicisti, la crew, i tecnici, ci penso io in prima persona col mio manager a sostenerli fino a quando non ripartiremo». Prima ancora, sotto Natale, Zucchero pubblicherà una versione in italiano di Silent Night. «Ho ribaltato le parole, invece di parlare del Bambin Gesù canto di speranza».

Gli abbiamo chiesto che cosa ne pensa di quanto sta accadendo nel Regno Unito, dove il dibattito sul modello di business dello streaming musicale che sta impoverendo i musicisti è arrivato in parlamento e dove si sono schierati big come Jimmy Page e i Radiohead. «Non ne so molto di queste cose e devo ammettere che non mi interessa nemmeno. Lo so, non sono un buon investimento per il mio futuro. Parlavo ieri l’altro con il manager di Paul McCartney che mi ha detto di non illudermi e che lo streaming crescerà ancora e sarà inarrestabile. Io spero che lo streaming scoppi da un momento all’altro. Mi dovrò applicare anch’io, ma vista l’età forse posso farne a meno».

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