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Winston Marshall in pausa dai Mumford & Sons dopo aver lodato un autore di destra

Il musicista, che nella band suona banjo e chitarra, ha definito coraggiosa l'opera di Andy Ngo, giornalista noto per la campagna contro antifa e criticato per manipolazioni ed esagerazioni

Mumford & Sons, foto di Gavin Batty

Winston Marshall ha lasciato temporaneamente i Mumford & Sons dopo avere lodato un libro di Andy Ngo. Sabato scorso il musicista, che nel gruppo inglese suona banjo e chitarra, aveva twittato un elogio di Unmasked, l’ultimo volume di Ngo, giornalista americano conservatore celebre per le posizioni vicine all’ultradestra. Nel libro (qui recensito dal Los Angeles Times), Ngo promette di portare il lettore «dentro il progetto di Antifa di distruggere la democrazia» e definisce i Proud Boys una semplice «confraterita pro-Trump».

Nel tweet, Marshall scriveva: «Congratulazioni Andy Ngo. Ho trovato finalmente il tempo per leggere il tuo importante libro. Sei un uomo coraggioso».

Marshall ha poi cancellato non solo quel tweet, ma tutti quelli postati in passato sostituendoli con questa dichiarazione: «Negli ultimi giorni ho avuto modo di comprendere il dolore causato dal libro che ho lodato. Ho offeso persone che non conosco, ma anche quelle vicine a me, tra cui i miei compagni nella band e mi dispiace. Mi sto quindi prendendo del tempo lontano dal gruppo per esaminare le mie mancanze».

«Per ora, sappiate che capisco che i miei endorsement possono essere considerati potenzialmente approvazioni di comportamenti odiosi e divisivi. Mi scuso, non era questa la mia intenzione».

Non si sa se la decisione di Marshall sia stata spontanea o indotta dai musicisti o dal management del gruppo, né è dato sapere quali sono di preciso le posizioni degli altri membri della band.

Nel 2018 alcuni musicisti dei Mumford & Sons tra cui lo stesso Marshall si erano fatti fotografare con Jordan Peterson, accademico canadese noto per le posizioni non esattamente progressiste su femminismo e privilegio bianco: quest’ultimo sarebbe «una bugia marxista», mentre «l’idea che le donne siano state oppresse nel corso della storia è una teoria sconcertante».

 

 
 
 
 
 
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