‘What’s Going On’ è il ‘Sgt. Pepper’ del soul

Il 21 maggio 1971 usciva il capolavoro di Marvin Gaye che rivoluzionò per sempre la musica nera, scritto contro la volontà della Motown, che non voleva avere niente a che vedere con un album così politico

«Nel 1969 o 1970 ho iniziato a comprendere quali concetti volevo esprimere con la mia musica», diceva Marvin Gaye. «Le lettere che mio fratello mi mandava dal Vietnam mi colpirono profondamente, così come la situazione sociale che vedevo davanti ai miei occhi, nel mio paese. Ho capito che per scrivere canzoni capaci di raggiungere l’anima della gente era necessario che mi gettassi alle alle spalle ogni fantasia».

Il risveglio politico di Marvin Gaye diede vita a un capolavoro che rivoluzionò la musica nera. Con i suoi ritmi lussuosi, soffusi, e quella sensazione di libertà senza confini, What’s Going On è il Sgt. Pepper del soul.

Gaye aveva un obiettivo chiaro: distruggere la catena di montaggio pop della Motown, una mossa necessaria per poter cantare delle questioni sociali che si facevano sempre più pressanti. Berry Gordy, fondatore della label, non era per nulla entusiasta. Sosteneva che What’s Going On fosse la peggior canzone che avesse mai ascoltato. Mercy Mercy Me (The Ecology), invece? Ancora peggio, Gordy non sapeva nemmeno cosa significasse la parola “ecologia”.

Marvin Gaye disse che se What’s Going On non fosse uscito come singolo, non avrebbe mai più registrato una nota per la Motown. E, dopo il primo rifiuto del “comitato controllo-qualità” dell’etichettà, così fu. Poi, quando il brano arrivò nella Top 5, l’album – e una valanga di musica politicamente impegnata, tutta targata Motown – tornò in produzione.

Avvolto in una densa nuvola di marijuana, Marvin Gaye collezionava una decisione geniale dopo l’altra: registrava le chiacchiere degli amici rinchiusi in sala d’incisione, o gli esercizi del sassofonista Eli Fontaine. Quando il musicista gli diceva che stava solo cazzeggiando, Gaye rispose: «Beh, cazzeggi squisitamente. Grazie».

Ed è così, per caso, che nacque la frase di sassofono che annuncia l’inizio di What’s Going On. E tutto quello che è venuto dopo.

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