«Questa storia, il radiodramma, le canzoni, la Ballad Opera che qui presentiamo, tutto nasce da una morte. Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare. È una storia di amicizia, un’amicizia maschile, genere un po’ fuori moda, recentemente portato con poetica efficacia sullo schermo da Francesco Sossai in Le città di pianura. Abbiamo invitato Pierpaolo Capovilla a prendere posto in quella vasca proprio per celebrare il valore di questo tipo di amicizia e con essa una serie di cose in disuso: il rock’n’roll, l’epica del fallimento, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la fragorosa solitudine, la felinità, l’anarchismo. Attorno a quella vasca si affollano i fantasmi di una vita in forma di canzoni».
Così Vinicio Capossela introduce E Morte non avrà dominio, la ballad opera come la definisce nata dal radiodramma Sotto il bosco di latte (ne abbiamo scritto a questo link), a sua volta nato attorno al poema per voci Under Milk Wood di Dylan Thomas. Lo spettacolo debutterà l 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma, per Romaeuropa Festival. Seguiranno date nei teatri di tutta Italia, fino a dicembre.
L’opera è ambientata a Llareggub, villaggio in riva al mare inventato da Thomas, ed è liberamente ispirata alla vita del dj radiofonico Renato Striglia, morto 2020, che per anni ha lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood senza riuscire a portarla a termine. La vasca a cui fa riferimento Capossela è presente in scena e lì dentro Capovilla è «adagiato come in un’arca di Noè» e «viene visitato dalle presenze della comunità del vissuto, incarnazione allo stesso tempo di Renato, di Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista centrale della storia creata dalla penna del poeta gallese».
«Questo» spiega Capossela «è un lavoro sull’innocenza, sull’Eden perduto, sulla comunità. Thomas aveva immaginato di chiamare il lavoro The Town That Was Mad…, un villaggio dichiarato collettivamente pazzo perché ognuno è semplicemente come è. La società dell’ordine, della legge, del potere li recinta per non diffondere il contagio di questa forma di insanità. In quella stanza attorno alla vasca, vive questa umanità. Fuori è il mondo che conosciamo».















