“Vengo da Ghana”: la lettera del Console a Rolling Stone

Anche Massimiliano Colasuonno Taricone, Console del Ghana in Italia, ha voluto dire la sua sulla canzone razzista di Marco Dona de Lo Zoo di 105.
Marco "Dona" Donadoni, l'autore di "Vengo Da Ghana"

Marco "Dona" Donadoni, l'autore di "Vengo Da Ghana"

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato questo articolo lamentandoci degli stereotipi razzisti contenuti in “Vengo Da Ghana”, un brano di Marco Dona de Lo Zoo di 105. Da lì si è aperto un dibattito, a cui ora partecipa anche Massimiliano Colasuonno Taricone, Console del Ghana in Italia, che poco fa ci ha inviato questa lettera:

Caro Rolling Stone,

L’altro giorno ho visto con gusto l’ultima delicata opera di Carlo Verdone, Benedetta Follia. In una spassosissima scena del film, il protagonista invia un messaggio alla donna che sta corteggiando. Ma complice il correttore automatico, invece di un premuroso “Volevo solo darti la mia buonanotte”, gli vien fuori un truce “Volevo solo darti la mia banana”.

Confesso di aver riso fino alle lacrime. Perché sì, una banana, a volte, può anche far ridere.

E sempre nei giorni scorsi, grazie a Rolling Stone ho appreso del forbito testo di Vengo Da Ghana, l’ultima inestimabile opera di Marco Dona de Lo Zoo di 105. E ti dirò: altro che testo razzista! Avrebbe meritato il palcoscenico del Teatro La Scala!

Una formidabile opera musicale che si occupa delle abitudini culinarie del Ghana (anche se Dona ha dimenticato di menzionare le noccioline) e che addirittura promuove iniziative benefiche in Uganda e pazienza se in Uganda non ne sono stati informati. Il grandissimo Dona ha infatti rivelato di voler donare, (perché il Dona dona, ricordiamocelo) una manciata di letti a castello e qualche mobile ai nostri fratelli ugandesi. E se ci si sta domandando per quale bizzarra ragione i ghanesi non debbano beneficiare dei proventi realizzati da una canzone che li percula amabilmente, lo spiego io: i letti a castello dell’avveduto Dona non ci starebbero nelle povere capanne di fango e paglia del Ghana. Questione di misure e di forme.

Insomma, noi ghanesi non siamo affatto indignati per la canzone del mitico Dona. Anzi, non vediamo l’ora ne partorisca un’altra, magari sulle sveglie al collo. Nel frattempo, lo invitiamo in Ghana così potrà assaggiare qualcuna delle nostre banane, da lui meravigliosamente decantate. Sono certo gradirà.

Sempre Akwaaba