Diego Spagnoli lascia lo staff di Vasco Rossi dopo 44 anni e non parteciperà ai dieci concerti in programma allo Stadio Olimpico di Roma nel giugno 2027, organizzati per celebrare i cinquant’anni di carriera del cantante. La collaborazione tra i due era iniziata nel 1982 e Spagnoli, storico direttore di palco e figura ormai familiare al pubblico del Blasco, anche per le presentazioni della band durante i concerti, ha confermato la decisione di lasciare sui social. E su Instagram ha precisato che non è stata imposta da nessuno, ma senza spiegare i motivi. Successivamente è intervenuto Vasco, che invece ha raccontato di una discussione avvenuta durante le prove dell’ultimo tour proprio riguardo al palco.
Spagnoli aveva pubblicato su Instagram un messaggio rivolto ai fan, nel quale rivendicava la responsabilità della scelta e augurava buon lavoro a chi parteciperà ai concerti del 2027: «Avrei voluto salutarvi in altro modo , ma siccome non sono un UFO mi tocca farmi vivo adesso. Innanzitutto sia ben chiaro che non c’è nessun’altro all’infuori di me che abbia deciso di non partecipare al prossimo evento previsto a Roma nel 2027 . Come ho gia ribadito non cercate la colpa negli altri. Nessun Direttore artistico o Vertice ha deciso la mia rinuncia! Auguro a tutti voi, al di qua e al di là delle transenne uno splendido evento, che tutto vada per il meglio anche senza di me, mi fido di voi e penso che ho molto imparato dalla vita che con sacrificio ho condiviso su quel palco e forse qualcosa vi ho insegnato anche io… Ps. Quando c’e’ un Giubileo, io vado a San Pietro, Vaticano… Che non è Roma!».
Visualizza questo post su Instagram
A stretto giro, anche Vasco ha commentato la separazione con un lungo post su Instagram. Il cantante ha ringraziato Spagnoli per il lavoro svolto insieme e ha spiegato che durante le prove c’è stata una discussione lavorativa: «Mi dispiace per la decisione di Diego di lasciare questa avventura cominciata insieme più di quarant’anni fa. Proprio adesso che ci prepariamo a festeggiare cinquant’anni di musica sempre al massimo, con dieci concerti a Roma! La più grande Residency mai realizzata in Italia. Tutto giugno insieme, per una specie di “giubileo” laico. Le chitarre ci sono… per i miracoli ci stiamo attrezzando! Ringrazio Diego per la gioia, la professionalità e tutti questi anni insieme. È stato il mio complice sul palco. L’ho voluto al mio fianco dal primo giorno: Guido (Elmi, ndr) si occupò dell’assunzione, io della scelta. Ognuno aveva il suo mestiere… per fortuna! Quanto alle ragioni della separazione – ha proseguito Vasco nel post -, non c’è alcun mistero. lui non ve lo dirà mai ma ve lo dico io: durante le prove abbiamo avuto una discussione sul palco, davanti a due persone. Ero nervoso e teso, ma non è una giustificazione. Gli ho detto quello che pensavo e lui si è sentito offeso. Mi dispiace. Ha portato a termine il tour con grande professionalità e, dopo l’ultimo concerto, mi ha mandato un video spiegandomi le sue ragioni. Naturalmente Diego non è sostituibile. Diego è Diego. Ma dobbiamo andare avanti e troveremo una soluzione per continuare lo spettacolo. Mai dire mai… chi vivrà vedrà. Gli auguro tutto il bene del mondo, con affetto e gratitudine. La rotta continua… e ci vediamo a Roma!».
Visualizza questo post su Instagram
Ma non è finita qui, perché sotto al post di Spagnoli è spuntato anche un altro lungo commento di Vasco, che ha precisato altri aspetti della loro rottura professionale: «Caro Diego, devo intervenire, malvolentieri, sulla tua versione un po troppo “ vittimistica “. Utilizzare una battuta del nostro “Gallo” (Claudio Golinelli, storico bassista della band, ndr), che ben conosciamo, per liquidare le tue dimissioni come atto dovuto non sta in piedi. La tua volontà è precedente, ci siamo sentiti più volte negli ultimi tre mesi e ho sempre verificato la tua decisione più che irrevocabile; nell’ ultima occasione ti ho informato che avrei iniziato la ricerca per sostituire la tua collaborazione. Abbiamo avuto tanti problemi (seppur in tantissimi anni) superati sempre con mutua comprensione. Il fulmine a ciel sereno delle tue dimissioni alla vigilia di uno dei “nostri” appuntamenti più importanti sai bene che non sarà indolore. Non lo sarà per motivi affettivi ma soprattutto non lo è per le ragioni organizzative che ci costringi ad affrontare e che ben conosci. Ora, non per questo desisteremo dai nostri impegni col pubblico che fino a ieri (forse anche con un po’ di egocentrismo) consideravi anche tuo. Buona fortuna comunque e ricorda che se vorrai “le porte del nostro giubileo” apriranno per tutti… lasciando a ognuno la libertà di oltrepassare quella che desidera”.
La separazione arriva mentre il rocker sta preparando il cosiddetto “Giubileo di Vasco”, una serie di dieci concerti allo Stadio Olimpico di Roma previsti il 6, 7, 10, 11, 15, 16, 19, 20, 24 e 25 giugno 2027. La sua residency organizzata per festeggiare i cinquant’anni di carriera.














