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Vasco Rossi: «Mi tiravano le freccette. Volevo smettere di suonare»

E mercoledì 1 luglio alle 20,35 andrà in onda su Rai1 uno speciale dedicato al mega evento di Modena Park

Vasco a San Siro

Foto: Michele Aldeghi

Mancano pochi giorni alla massa in onda de La Tempesta Perfetta, speciale che racconterà il Modena Park di Vasco Rossi 3 anni dopo. E Vasco, che come tutti ha dovuto posticipare le date a causa della pandemia, si prepara per i suoi prossimi eventi live, con la prima data il 13 giugno 2021 agli i-Days di Milano. E in una intervista concessa a Repubblica dal Grand Hotel di Rimini, precisamente dalla suite di Fellini che frequenta da 10 anni, racconta la sua estate: «È importante arrivare vivo, sano e lucido fino a giugno 2021».

«I giorni prima del Modena Park sono stati i più caldi della storia dell’umanità. Eravamo tutti emozionati. Io ero lì con la sciarpa perché dovevo proteggere la gola».

Ma i live, per il rocker, non sono sempre stati facilissimi: «Dopo il terzo concerto della mia vita volevo smettere. Ero uno sconosciuto e quando è così il pubblico, se va bene, è indifferente se non addirittura ostile. Ti insultano, ma vabbè lo metti in conto, quando ti tirano le cose però è diverso. Una volta c’erano questi fighetti del bar di fianco al nostro palco che facevano delle freccette di carta e me le tiravano: mi sono sentito talmente umiliato che non volevo salire mai più su un palco, volevo sparire. Ho preso la macchina e mentre tornavo a casa invece mi è scattato un meccanismo: ‘No, non smetto io. Se qualcuno mi tira le freccette la prossima volta scendo dal palco e lo prendo per il collo’. E così da allora, se uno mi dava fastidio io scendevo, sempre cantando nel microfono, e lo prendevo per i capelli finché arrivava qualcuno a darmi una mano. Era una cosa fisica, una guerra! Ma così ho imparato a stare sul palco».

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