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Un ricordo di Ian Curtis

Sono passati più di trent'anni dalla morte del cantante dei Joy Division. Ecco alcune delle sue performance più belle

Ian Curtis sul paco del Lantaren. Foto di Rob Verhorst / Redferns

Il 18 maggio 1980 il mondo della musica perdeva una delle sue voci più uniche e potenti. Ian Curtis, il cantante e autore dei Joy Division, si è suicidato a Manchester, poche ore prima della partenza della band per il suo primo tour nordamericano.

Nella loro breve carriera i Joy Division ci hanno lasciato due album classici, musica capace di colmare la distanza tra punk e new wave: Unknown Pleasures del 1979 e Closer del 1980, due capolavori ricchi di composizioni oscure, malinconiche e permeate dal Manchester Sound.

I Joy Division erano anche un’incredibile band pop: Love Will Tear Us Apart, pubblicata un mese prima della morte di Curtis, sarebbe diventata la canzone di maggior successo del gruppo e uno dei brani simbolo di tutti gli anni ’80.

Peter Hook e Ian Curtis durante un concerto. Foto di Chris Mills / Redferns

Nonostante Ian Curtis sia morto tragicamente a 23 anni, la sua musica continua ad avere una grandissima influenza. La sua scrittura ha ispirato il revival post-punk di band come i Bloc Party e gli Interpol; la sua personalità, i suoi problemi con la depressione e con l’epilessia e il suo rapporto problematico con il successo hanno illuminato l’eccellente biopic Control.

Gli artisti che hanno celebrato il talento di Ian Curtis sono moltissimi: Nine Inch Nails, Radiohead, the Killers, U2, Arcade Fire, Fall Out Boy, Hot Chip e Smashing Pumpkins hanno tutti onorato il ricordo del cantante suonando la sua musica nel corso degli anni.

Abbiamo deciso di ricordarlo ascoltando alcune delle sue performance più belle. Eccole:

Transmission

She's Lost Control

Love Will Tear Us Apart

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