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Tutti i parenti serpenti del rock

Una nostra foto ha richiamato l'attenzione di un lettore, che ci ha scritto un bel pezzo sugli intrecci tra i rettili e le star della musica. Ve lo proponiamo

La copertina di "It's Five O'Clock Somewhere", album di debutto degli Slash’s Snakepit, il supergruppo di Slash con Matt Sorum e Gilby Clarke (Guns N’Roses), Mike Inez (Alice in Chains) ed Eric Dover (Jellyfish)

La copertina di "It's Five O'Clock Somewhere", album di debutto degli Slash’s Snakepit, il supergruppo di Slash con Matt Sorum e Gilby Clarke (Guns N’Roses), Mike Inez (Alice in Chains) ed Eric Dover (Jellyfish)

Quand’era uscito il primo numero del nuovo “Rolling Stone”, a settembre, vi avevamo chiesto di farvi una foto con la copertina, dove Pharrell Williams aveva la lingua blu. Avevamo illustrato l’articolo con l’immagine che vedete qui sotto.

Lingua blu di Pharrell Williams 
Ci aveva subito scritto un nostro lettore, Alessandro Simoni: “L’animale in questione è una Tiliqua nigrolutea, esemplare abbastanza comune tra gli appassionati, che in Italia sono un numero sicuramente superiore rispetto a quanto la gente comune si aspetti”. Ne è nato un dialogo con Alessandro, che alla fine ci ha scritto l’articolo che leggete qui sotto. Buona lettura.

 

Che le abitudini delle rockstar siano cambiate questo è ormai fuori discussione: ne è passato di tempo da quando tatuaggi di teschi e pin up spopolavano, i capelli erano un (bel) po’ più lunghi e non era poi così raro scorgere grandi e grossi rettili strisciare tra batterie e chitarre elettriche durante le più grandi esibizioni rock della storia.

Quelli erano i tempi in cui Slash e Alice Cooper erano soliti esibirsi in dolce compagnia di boa e pitoni, giusto per non sentire la mancanza degli oltre cento tra serpenti e iguane, che li aspettavano nelle loro ville con piscina. Indelebile resta il ricordo degli inimitabili videoclip delle loro canzoni, occasione imperdibile per far sfoggio dei loro nuovi amici squamati e succedeva anche che mentre guardavi l’ultimo film dell’accoppiata Tarantino/Rodriguez in un attimo ti ritrovavi catapultato al Titty Twister dove a suonare c’erano i Tito & Tarantula, che prima di trasformarsi in vampiri, facevano da contorno al sinuoso movimento di fianchi di Salma Hayek vestita solo di bikini e pitone moluro albino.

Di tutto ciò resta ormai solo un fumoso ricordo, anche se, bisogna ammetterlo, tra le star di oggi c’è ancora chi mantiene la passione per i rettili; si vocifera infatti che Nicholas Cage abbia di recente acquistato un Varano e Kety Perry un grosso pitone birmano. Ma si sa, al giorno d’oggi siamo tutti un po’ più famosi, o almeno pensiamo di esserlo, ed ecco che senza accorgercene, quella degli animali esotici non è più una trovata eccentrica di qualche rocker con alcune rotelle fuori posto, ma una realtà quasi comune, una passione che sempre più persone abbracciano nella quotidianità delle loro case, altro che motociclette, whiskey e palchi infuocati.

Ma prima che iniziate a sospettare che il vostro vicino tenga in cantina una squadra di caimani è bene sottolineare alcuni aspetti di questa viscida passione. I rettili non sono animali socievoli che amano vivere in simbiosi con il padrone, bensì animali schivi e riservati che necessitano di condizioni ambientali ricostruite artificialmente dai loro amorevoli proprietari ed è quindi un bene che non si aggirino più sballottolati tra ventosi palchi e migliaia di persone, condizioni che arrecavano inutile stress all’animale, e in alcuni casi le conseguenze erano ancor più tristi.

Da questo punto di vista il mitico Slash è stato un esempio, riuscendo negli anni a capire le esigenze dei suoi enormi amici e riempiendosi la villa di animali orfani e ammalati per cattiva gestione e da molti anni sostiene lo zoo di Los Angeles, al quale poi ha donato tutti i suoi rettili nel 2002, dopo la nascita del suo primogenito.

Sulla scia di molti altri paesi europei anche qui nella non proprio esotica Italia hanno iniziato da qualche anno ad uscire allo scoperto i terraristi di “casa nostra”. Vuoi perché le prime fiere specializzate hanno iniziato a far capolino, vuoi perché internet rende disponibile un’infinità di informazioni, tra cui anche le tecniche d’allevamento dei rettili, questo ha permesso, non più solo ad esperti e studiosi, di aver le competenze per coltivare questa passione.

Grazie ai vari blog e comunità virtuali che permettono di confrontarsi, capire le problematiche e scambiarsi informazioni, stanno contribuendo all’evolversi di un allevamento mirato e responsabile, e cosa più importante, il gran numero di nascite che avviene nelle case degli appassionati ogni anno ha eliminato quasi totalmente gli animali di cattura prelevati dal loro habitat naturali. Insomma non serve più essere una rockstar per potersi avvicinare a questo mondo che ancora oggi è troppo spesso ingiustamente visto di cattivo occhio!

Come per tutte le cose se si riesce a placare l’acquisto d’impulso e ci si informa prendendo decisioni ponderate, magari contattando le varie associazioni che in questi anni stanno contribuendo non solo a informare correttamente i nuovi appassionati, ma anche a creare un’etica di rispetto comune, quella dei rettili può essere davvero una passione in grado di regalare grandi emozioni e soddisfazioni, nel rispetto della propria salute, e di quella dell’animale… e se alla fine deciderete di procede all’acquisto, non vi resterà altro da fare che arrotolarvelo al collo, salire sul palco e iniziare a cantare!

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