Tony Iommi ha rifiutato l’ultimo disco dei Black Sabbath con Andrew Watt: «Troppo entusiasmo» | Rolling Stone Italia
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Tony Iommi ha rifiutato l’ultimo disco dei Black Sabbath con Andrew Watt: «Troppo entusiasmo»

Il produttore di Ozzy Osbourne voleva riunire la formazione originale per un ultimo album, ma il suo entusiasmo non ha convinto il chitarrista. Con i Rolling Stones, invece, era stato proprio quell'atteggiamento a funzionare

Tony Iommi ha rifiutato l’ultimo disco dei Black Sabbath con Andrew Watt: «Troppo entusiasmo»

Tony Iommi

Foto: Frazer Harrison/Getty Images for ABA

Andrew Watt era riuscito a produrre gli ultimi due album di Ozzy Osbourne, il ritorno dei Rolling Stones con Hackney Diamonds e dischi di Pearl Jam e Iggy Pop. Ma ce n’è uno che non è riuscito a fare: riunire in studio la formazione originale dei Black Sabbath per un ultimo album. A raccontarlo è Tony Iommi in una nuova intervista a Classic Rock. Il produttore aveva avanzato la proposta quando lavorava con Ozzy Osbourne: «Avevo conosciuto Andrew Watt mentre produceva Ozzy», ha raccontato il chitarrista. «Ci teneva molto ed era un po’ troppo entusiasta», ha aggiunto. Non era però l’unico problema. Secondo Iommi, Watt «non sapeva cosa significasse lavorare con i Sabbath originali, lavorare con Bill (Ward, il batterista, ndr)». E la band aveva già pubblicato 13 nel 2013: «Non mi piaceva l’idea di fare semplicemente: “Ecco un altro album”».

13, prodotto da Rick Rubin, aveva riunito Iommi, Osbourne e Geezer Butler, ma non Bill Ward. Il batterista originale si era tirato fuori dalle session dopo una disputa contrattuale e al suo posto aveva suonato Brad Wilk dei Rage Against the Machine e Audioslave. Per trovare un disco registrato da tutti e quattro i membri originali dei Black Sabbath bisogna quindi tornare addirittura a Never Say Die! del 1978.

Il «troppo entusiasmo» di Watt non è una novità, anche perché non è la prima volta che qualcuno lo nota. Nel 2023 ha raccontato a Rolling Stone la lavorazione di Hackney Diamonds e il produttore si era definito un fan degli Stones «a livelli che rasentano il patologico». Infatti si presentava in studio ogni giorno con una maglietta diversa della band e raccontava che «dovevano cacciarmi dalla sala di regia». La prima cosa che disse a Jagger e soci fu: «Avete liberato un matto dalla gabbia e gli avete permesso di produrre il vostro album». In quel caso, evidentemente, l’entusiasmo funzionò: quando Jagger gli propose di produrre il disco, Watt rispose: «Un orso caga nel bosco?».

Con Ozzy il rapporto era stato altrettanto stretto. Watt aveva prodotto Ordinary Man nel 2020 e Patient Number 9 nel 2022, disco nel quale aveva coinvolto anche Iommi. Il chitarrista suona infatti in Degradation Rules e No Escape From Now. Era la prima volta che partecipava a un album solista di Ozzy. L’ultimo disco con i quattro Sabbath originali non si è quindi fatto, ma Iommi, Osbourne, Butler e Ward sono riusciti a riunirsi sul palco a Birmingham per Back to the Beginning, il 5 luglio 2025. Diciassette giorni dopo, Ozzy Osbourne è morto a 76 anni.