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The xx, Run The Jewels, Flying Lotus: il secondo giorno di Primavera

Il live sgangherato degli Sleaford Mods, la cura nei dettagli degli xx, la classe di Sampha: ecco cosa è successo venerdì

Il set dei Mogwai al Primavera Sound 2017

Il terzultimo giorno di Primavera si apre con una sorpresa (questa volta) ben riuscita. In tarda mattinata l’app segnala un concerto inaspettato, nuovi artisti si aggiungono alla line up già di per sé succosa: i Mogwai. Un’ottima scusa per gli eroi del post rock per presentare in anteprima alcuni brani del loro album Every Country’s Sun in uscita a settembre, a partire da Coolverine: il pezzo anticipato qualche settimana fa, portato in scena con una resa impeccabile. I quattro scozzesi – dal 2016 senza le chitarre di John Cummings – sono riusciti nell’impresa di farci vivere un concerto perfettamente eseguito, riducendo ai minimi termini gli schiamazzi di un pubblico questa volta attento di fronte alla gradita sorpresa. I Mogwai sono stati fino ad ora gli unici artisti del Primavera in grado di riuscire a creare l’atmosfera giusta, complice lo sfondo industriale a contrasto con palme e mare del palco nella cittadella Bacardi.

Il set dei Mogwai al Primavera Sound 2017

Per raggiungere il palco Mango, sul quale circa un’ora dopo Mac De marco darà di matto insieme alla sua band di adorabili freak, bisogna percorrere un chilometro e considerando i milioni di persone e gli altri 2/3 palchi incontrati nel tragitto è bene avviarsi subito. Impossibile non fermarsi almeno un momento per lasciarsi rapire dal soul di Sampha, intento ad amoreggiare con il suo pubblico dal palco RayBan. Nel tragitto è facile lasciarsi distrarre anche dalle t-shirt che ironizzano sul bidone di Frank Ocean, oggi più che mai, tra scritte Fuck Ocean, Prank Ocean o altri variopinti cartelli segnaletici in stile western. Non resisterà neppure il suo rimpiazzo: Jamie XX utilizzerà un verso di White Ferrari per attaccare con la sua I Know There’s Gonna Be (Good Times) e proseguire con il suo set.

Mac DeMarco sul palco del Primavera Sound 2017

Ma torniamo al nostro canadese preferito del Primavera dopo gli Arcade Fire, che si esibiranno (anche) domani. Mac De Marco attacca subito con Salad Day per regalarci un’oretta abbondate di pop rock scanzonato senza perdere mai occasione di giocare con il suo pubblico e con tutta la sua band, fino a guidare gli stage diving. Tra rutti al microfono e baci rubati al pianista non abbiamo fatto a meno di notare la tranquillità del batterista nudo dietro le pelli, non che il repertorio di De Marco richieda mai sforzi eccessivi, soprattutto per lui. Insomma come passare una bella ora con il cervello spento a cantare, tra una risata e un gioco con il fuoco, per chiudere con il romanticismo disimpegnato di My Kind Of Woman.

La band di Mac DeMarco non lascia niente al caso

A metà concerto i più ansiosi fan degli XX iniziano a spostarsi verso il palco Heineken, di fronte a quello di De Marco. Sarà un ping-pong letale perché poi il palco mango verrà riempito dall’ingombrante stazza dei Run The Jewels (reduci da un guasto all’impianto sul palco, risolto tempestivamente in 5 minuti d’attesa), ma sarà anche la scelta vincente perché il resto della gente riuscirà a malapena a girarsi per vederli iniziare. Ma questa è la caratteristica principale del Primavera Sound, prendere o lasciare. Romy, Oliver e Jamie infilano subito tre singoli prima di affrontare per intero I See You, il nuovo disco presentato dal vivo attraverso una serie di concerti sold-out in tutto il mondo. Anche al Primavera – festival preferito di Oliver, dice – l’impressione rimane quella che i tre liceali londinesi siano cresciuti a pane e new wave, consumando dischi dei Cure e rendendo grazie a quei New Order di Blue Monday.

Gli XX sul palco del Primavera Sound 2017

Dall’altra parte del festival (come saprete è gigantesco e ci vogliono una decina di minuti a piedi per andare da un capo all’altro), Sampha si è esibito di fronte a quella che probabilmente è la folla più grande della sua breve ma intensa carriera. Perciò è normale che fosse lui più divertito e il live in generale più energico della data milanese del Fabrique qualche mese fa. Ovviamente, la scaletta comprende brani dal primo e unico Process, un poco animati per il palco tranne per le ballad per sola voce e piano come la struggente (No One Knows Me) Like The Piano che chiude il live.

Sampha sul palco del Primavera Sound 2017

Qualche ora più tardi, sullo stesso palco il mood cambierà totalmente con le rime sputate e le basi post-punk degli Sleaford Mods, una delle esibizioni più divertenti della serata. Nessuno al mondo è come loro due: Jason al microfono che abbaia strofe un po’ rap un po’ cantate con un fortissimo accento del nord Inghilterra (sputando ogni circa 3 secondi) e l’altro, Andrew, che si limita a schiacciare play dal computer, lanciando le basi e bevendo birrette a raffica. Puro entertainment. «Vorrei ringraziare tutti ma soprattutto il fonico perché ho fatto il coglione durante il live!» liquida tutti Jason.

Gli Sleaford Mods sul palco del Primavera Sound 2017

Chiude la cerimonia Flying Lotus iniziando alle tre di mattina con un set incredibile. Su uno schermo dietro di lui e uno semitrasparente davanti vengono proiettati visual allucinati e cartoni animati sotto trip lisergici, mentre l’uomo elettronico di Los Angeles suona dai pezzi del suo ultimo You’re Dead! ai recentissimi remix della sigla di Twin Peaks e di quella di Ghost In The Shell. Il pubblico ha ancora la forza di ballare dopo ore di code ai bagni, live nella polvere, code al bar, diaspore infinite fra un palco e l’altro: ma alla fine il Primavera è bello anche per quello.

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