The xx live, la rivincita dei nerd | Rolling Stone Italia
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The xx live a Milano: la rivincita dei nerd | Guarda la gallery

Come tre outsider sono riusciti a salvare le proprie vite (e ad aprirci le porte delle loro camerette)

Romy, Oliver e Jamie sul palco del Forum di Assago. Foto: Kimberley Ross

Romy, Oliver e Jamie sul palco del Forum di Assago. Foto: Kimberley Ross

Chissà cosa avranno detto i loro amici di scuola quando Romy, Oliver e Jamie annunciarono l’intenzione di mettere su una band. Proprio loro tre, di sicuro non dei compagnoni, di sicuro non i più brillanti. Forse li avranno presi in giro, bullizzati: «We were left alone, more than anything», ha detto anni fa Romy Madley Croft in un’intervista.

Siamo nell’epoca di Stranger Things, dove i nerd, ma diciamolo pure – mettendoci tra loro – gli sfigati, hanno la possibilità di diventare degli eroi, di salvare delle vite. Ecco, senza andare fino lì, gli xx hanno sicuramente capito come riscattare le loro stesse vite da outsider. Probabilmente è stato proprio questo loro sentirsi un po’ diversi a portarli fin qui. Con I See You hanno fatto dei passi in avanti, o meglio in fuori, ma la sensazione è che siano ancora in tre a parlare tra di loro. Che abbiano sì imparato a condividere le loro sensazioni, ma che l’ascolto all’esterno avvenga solo se e quando lo vogliono loro. E la stessa, identica, vibrazione si sente durante il live.

Lo spettacolo al Mediolanum Forum si apre con degli specchi giganteschi sul palco, un puntuale riferimento all’estetica scelta per il disco. Quando salgono sul palco, gli xx sono tesi, visibilmente. Lo ammetteranno anche loro, verso la fine dello show, «Eravamo agitati prima di salire, ma ci avete regalato calore». Chissà se l’hanno detto solo a Milano, forse è successo in ogni data del tour. Sono stati gli specchi stessi ad aiutarli. Piegati all’interno, hanno creato un bozzolo, dove i tre si sono trovati a loro agio, pensando di essere nelle loro camerette, dopo scuola, come quasi dieci anni fa. A cantare per loro. Permettendosi anche il lusso di sbagliare attacco (I Dare You, partita due volte).

Ma, a differenza di allora, qui le casse sono girate verso le finestre, la musica riesce ad uscire e raggiungere ogni singolo paio di orecchie all’interno del palazzo. La vibrazione, eccola. L’ondata intima degli xx si espande, racchiude chiunque sia presente in un abbraccio, trascina tutti sotto a un piumone. La scelta della scaletta scaccia le paure di un concerto puramente introspettivo, la parte finale, con l’inserimento prevedibile di Loud Places, è la conferma definitiva che i tre stiano imparando a parlare agli altri. E far parte di questo dialogo ci scalda i cuori.

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