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Tekashi 6ix9ine è stato rilasciato dalla prigione per timore del contagio da coronavirus

È stata approvata la mozione che l'avvocato del rapper ha presentato per liberarlo in anticipo a causa del rischio elevato di contrarre il virus in carcere

Foto: IBL/Shutterstock

Tekashi 6ix9ine è stato rilasciato in anticipo: lo ha stabilito il giudice Paul Engelmayer, affermando che “alla luce del rischio medico elevato rappresentato dalla pandemia di COVID-19, ci sono ragioni straordinarie e convincenti per ridurre la sentenza di Hernandez come richiesto”, si legge nell’atto ottenuto da Rolling Stone.

“Si tratta di un’epidemia fuori dall’ordinario e senza precedenti nella contemporaneità in questa nazione. È un chiaro e costante pericolo per la società per ovvie ragioni”, continua la sentenza. Il rapper dovrà “passare i primi quattro mesi di libertà vigilata agli arresti domiciliari, con monitoraggio del GPS, a un indirizzo approvato dall’agente di custodia dell’imputato”. Uno degli avvocato di Hernandez, Dawn Florio, ha confermato il suo rilascio a Rolling Stone.

Il procuratore Geoffrey Berman ha scritto al giudice Engelmayer chiedendo che la sentenza non venisse diffusa fino alle 16:00 EST, “per garantire che il signor Hernandez fosse trasportato in modo sicuro dalla struttura in cui è attualmente alloggiato all’indirizzo residenziale precedentemente approvato”.

Daniel “Tekashi 6ix9ine” Hernandez è stato liberato dopo 17 mesi di custodia federale. Il processo è iniziato la scorsa settimana, quando un altro dei suoi avvocati, Lance Lazzaro, ha presentato una mozione per farlo rilasciare: soffrendo di asma, Hernandez era particolarmente a rischio con il diffondersi del coronavirus. Il giudice Engelmayer, che ha presieduto il caso e condannato Tekashi a due anni (compresi i 13 mesi che aveva già scontato) a seguito della collaborazione del rapper dopo l’accusa per racket, ha affermato di non avere giurisdizione sulla questione e ha suggerito a Lazzaro di presenta una mozione al dipartimento carcerario. Secondo Lazzaro, Engelmayer ha chiesto all’Ufficio di presidenza di accogliere la richiesta.

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