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Syd Barrett soffriva della “Sindrome di Asperger”?

Uno studio italiano pubblicato sul Clinical Neuropsychiatry sostiene che il geniale frontman dei Pink Floyd fosse affetto da una forma di autismo e non da schizofrenia

Syd Barrett, foto via Facebook

Syd Barrett, foto via Facebook

Sono passati 10 anni dalla morte di Syd Barrett, ma si continua a parlare di lui.

Uno studio italiano condotto dal giornalista Mario Campanella (e pubblicato su Clinical Neuropsychiatry, potete scaricarlo qui) ipotizza una nuova teoria sulle condizioni di salute del leader dei Pink Floyd: sarebbe stato affetto da sindrome di Asperger e non da schizofrenia come si è sempre creduto.

Ma facciamo chiarezza: la sindrome di Asperger è molto simile alle patologie autistiche. Non comprende però fattori come il ritardo dello sviluppo cognitivo o del linguaggio. In pratica una forma lieve di autismo. Le principali caratteristiche sono problemi di comunicazione, difficili interazione con le altre persone, e forte presenza di comportamenti ripetitivi/stereotipati.

Ecco un estratto della ricerca di Campanella: «La sinestesia, la sua passione per i colori, il portamento ondulante tipico degli aspergeriani, l’isolamento, l’attrazione per la pittura fanno propendere per l’ipotesi dell’Asperger. L’Asperger può essere ad alto funzionamento sociale ma, nella fattispecie, fu complicato da un uso smoderato di droghe e dalla co-presenza di un disturbo di personalità di cluster A. Del resto non vi è mai stata prova che Barrett fosse stato ricoverato in un ospedale psichiatrico, non ha mai ricevuto diagnosi di psicosi e i fenomeni allucinatori e deliranti citati nella sua biografia sarebbero ascrivibili al lungo periodo nel quale assunse stupefacenti».

Secondo lo studio dunque, sarebbe stato l’abuso di droghe a farlo sembrare schizofrenico. L’ipotesi è sostenuta anche da Donatella Marazziti, direttore scientifico della Fondazione BRF Onlus, un ente di ricerca privato fondato da alcuni studiosi dell’Università di Pisa che si occupa di ricerca psichiatrica.

In conclusione, cosa afflisse realmente Syd non lo sapremo mai con certezza. E probabilmente è giusto così.

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