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Superorganism, la rivelazione dell’anno è in technicolor

Due chiacchiere con il gruppo capitanato da una diciassettenne giapponese che ha già conquistato il cuore di Frank Ocean e Josh Homme

Superorganism, foto vi Facebook

I Superorganism sono un collettivo londinese che ha conquistato Frank Ocean, Josh Homme, Ezra Koenig e tutti quelli incuriositi dall’estetica futurista di Something for Your M.I.N.D. Orono, la cantante, è una 17enne giapponese che scriveva fan-fiction su Katy Perry e studiava chitarra guardando video su YouTube.

I testi che ha firmato per il loro esordio – in uscita nel 2018 – sono una radiocronaca sociale che rivaleggia con le osservazioni quotidiane di Courtney Barnett. «Sono fuori dal mondo, non so niente di quello che succede fuori dalla mia cerchia di amici online», dice. «Quando scrivo cerco di non pensare troppo. Faccio quello che mi dice l’istinto, non mi preoccupo dei giudizi della gente perché rovinerebbero tutto».

Foto di Steph Wilson

A sostenerla, vestiti in stile Technicolor, ci sono Harry, Tucan ed Emily, che si occupano della scrittura, poi il visual producer Robert e i vocalist Ruby, B e Seoul. Insieme hanno messo in piedi Sweet Stuff, una playlist che è cresciuta come una valanga: 300 pezzi che riassumono tutte le loro influenze. «La ascoltiamo spesso», dice Harry. «Ti ritrovi con Lil Yachty dopo gli Slint e chissà che altro. È davvero un bel modo per mettere in comune le idee».

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