La piattaforma di intelligenza artificiale Suno incassa una sconfitta nella battaglia sul copyright musicale. Il Tribunale regionale di Monaco ha dato ragione alla GEMA, la società tedesca che gestisce i diritti d’autore, e stabilito che l’azienda ha utilizzato illegalmente opere del proprio repertorio per addestrare i modelli di AI senza ottenere licenze né riconoscere compensi agli autori.
La causa, avviata a gennaio 2025, riguardava anche brani come Daddy Cool dei Boney M., Mambo No. 5 di Lou Bega e Forever Young degli Alphaville. Secondo la sentenza, Suno ha acquisito, elaborato e riprodotto musica protetta in violazione del diritto d’autore tedesco e statunitense. L’azienda dovrà ora risarcire la GEMA, anche se l’entità del risarcimento non è stata ancora stabilita. La decisione apre inoltre la strada all’obbligo, per le altre società che sviluppano modelli di intelligenza artificiale, di ottenere una licenza per utilizzare il repertorio dell’ente.
«Oggi il tribunale ha chiarito una cosa: i modelli di AI costruiti su proprietà intellettuale rubata non hanno alcuna tutela legale», ha dichiarato l’amministratore delegato della GEMA, Tobias Holzmüller. Per il presidente Ralf Weigand, la sentenza «invia un messaggio internazionale: la creatività ha valore e i diritti dei creatori devono essere rispettati nell’era dell’intelligenza artificiale». Suno ha fatto sapere di non condividere la decisione del tribunale e sta valutando un ricorso.
La sentenza arriva mentre cresce il peso della musica generata dall’AI sulle piattaforme di streaming. Deezer ha recentemente comunicato che oltre il 50% dei brani caricati ogni giorno è ormai creato dall’intelligenza artificiale, mentre servizi come TIDAL e Spotify hanno già adottato misure per limitare contenuti interamente generati dall’AI o considerati come spam.










