A quasi trent’anni dalla morte di Tupac Shakur, l’ex boss della Death Row Records è tornato a raccontare una storia piuttosto incredibile su quello che sarebbe successo subito dopo. Secondo Suge Knight, parte delle ceneri del rapper sarebbe stata messa in alcune canne e fumata.
Knight, che era con Tupac a Las Vegas quando è stato ucciso nel settembre 1996, ha raccontato che la madre del rapper, Afeni Shakur, voleva che il figlio venisse cremato immediatamente. A tarda sera qualcuno lo avrebbe messo in contatto con una persona che lavorava per una sorta di impresa funebre, Knight gli avrebbe chiesto di cremare Tupac ma gli avrebbe risposto di essere impegnato per i giorni successivi.
A quel punto Knight si sarebbe fatto dare l’indirizzo per poi presentarsi a casa sua con due borse piene di contanti: in una c’erano 200 mila dollari, nell’altra un milione. Prima gli avrebbe offerto quella da 200 mila, ricevendo un altro rifiuto. Poi avrebbe alzato decisamente la posta mettendo sul tavolo entrambe. Di fronte a 1,2 milioni di dollari, sostiene Knight, l’uomo avrebbe accettato di cremare Tupac quella stessa notte.
Ma è quello che sarebbe successo dopo la parte più sorprendente del racconto. Secondo Knight, Afeni avrebbe fatto arrivare alcune persone nella stanza dell’hotel di Las Vegas dove alloggiava. Le ceneri di Tupac sarebbero state messe in diverse canne e fumate. Non è la prima volta che Knight racconta questo particolare. Già nel luglio 2025 aveva ricostruito la scena a People in termini molto espliciti: «I suoi amici l’hanno messo in una canna. L’hanno fumato». Aveva anche raccontato: «Ero probabilmente l’unico a non averlo fumato». Knight aveva spiegato di essere in libertà vigilata e di avere quindi evitato di partecipare.
Nella nuova versione raccontata a TMZ aggiunge proprio questo particolare: avrebbe detto alla madre di Tupac che fumare le ceneri del rapper avrebbe potuto costituire una violazione della libertà vigilata. Il racconto arriva mentre Duane «Keefe D» Davis è accusato dell’omicidio di Tupac. Anche qui Knight ha aggiunto un particolare: secondo lui Davis non sarebbe stato l’unico coinvolto in quello che ha definito l’«assassinio» del rapper.















