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Stevie Van Zandt: «Lo stadio migliore dove ho suonato è San Siro, ma quei pazzi vogliono demolirlo»

Per il chitarrista di Bruce Springsteen il Meazza è la migliore «large venue» al mondo. In quanto alla demolizione, da agosto ci sono novità

Foto: Sergione Infuso/Corbis via Getty Images

Il posto migliore, fra quelli giganteschi, dove ha suonato? Stevie Van Zandt/Little Steven non ha dubbi: si tratta di San Siro, a Milano, dove si è esibito più volte con Bruce Springsteen.

Rispondendo alla domanda di un utente di X, il chitarrista ha indicato il Meazza come migliore «large venue» al mondo. Aggiungendo una considerazione non esatta, ma che esprime il suo affetto per il posto: «Quei pazzi dei Beni Culturali hanno dato il permesso alla WRECKING BALL (la palla demolitrice, un riferimento al pezzo di Bruce, ndr) di demolirlo! Finora il sindaco Giuseppe Sala si è battuto per mantenerlo in piedi. Speriamo di suonarci almeno un’altra volta!».

In realtà, ad agosto la Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia ha avallato la proposta della Soprintendenza per la Città Metropolitana di Milano esprimendo «parere positivo di sussistenza dell’interesse culturale per il secondo anello dello Stadio di San Siro, in vista di futura verifica ex art. 12 del D. Lgs. 42/2004 (all’avveramento del requisito di vetustà ultrasettantennale)». Ovvero: nel 2025 scatteranno i requisiti di interesse culturale del posto e quindi scatterà il vincolo che vieta la demolizione per costruirne uno nuovo.

Da tempo, com’è noto, oltre all’abbattimento dello stadio per costruirne assieme uno nuovo, Milan e Inter stanno valutando separatamente la costruzione di nuovi impianti in altri comuni (si parla di San Donato e Rozzano).

Contrariamente a quel che scrive Little Steven, il sindaco di Milano non si è opposto alla demolizione, ma aveva anzi accolto un progetto di costruire al posto del Meazza uno stadio «moderno ed efficiente» per i club cittadini. «Se confermata, la decisione della soprintendenza avrebbe conseguenze gravi», ha detto Sala, «non solo per il futuro dello stadio e per la sua sostenibilità economica, ma anche perché ridurrebbe di molto le possibilità che le squadre restino a Milano con un nuovo impianto».

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