Stephen Hawking, un astrofisico a Springfield

Lo studioso da poco scomparso è stato molto più che uno scienziato leggendario. Perché è riuscito a rileggere Einstein e a deludere Homer Simpson con la stessa convinzione

Tra tutte le sue teorie sul cosmo, Stephen Hawking sarà ricordato tanto per l’appoggio alla teoria dell’universo a forma di ciambella di Homer Simpson che per il suo lavoro pionieristico sulla natura del tempo e l’esistenza delle dimensioni parallele. Ed è solo uno dei tanti contributi a un lascito sorprendentemente molto comico.

Hawking, scomparso a marzo a 76 anni, è stato uno tra i personaggi più atipici a vestire i panni di protagonista della cultura pop. La Sla, diagnosticata a 21 anni, l’ha costretto a diverse limitazioni fisiche e a comunicare attraverso una voce robotizzata. Era considerato una delle migliori menti scientifiche della storia ma, anche se ha sfidato il modo in cui intendiamo l’universo, Hawking ha trovato anche tempo per mettere in mostra il suo asciutto senso dell’umorismo.

La sua pagina IMDb è piena di apparizioni iconiche, e anche se ogni volta ha interpretato se stesso (come avrebbe potuto fare diversamente?), il suo alter ego è sempre stato divertente per un mix di arroganza e autoironia. Come nella sua brillante intervista nel 2014 con John Oliver per il programma Last Week Tonight, in cui si dimostra più divertente di Oliver stesso.

Dove un’altra persona avrebbe comprensibilmente evitato di usare le sue limitazioni fisiche come battuta, Hawking ha invece sfruttato il tono di voce robotico del suo voice box per combinarlo con un tempismo comico, con un effetto estremamente divertente. «Onestamente, è questo l’onore più grande che tu abbia mai ricevuto nella vita?», chiede John Oliver nell’intervista. «Sì», risponde Hawking. «Bene! Ma è un po’ difficile capirlo dal tuo tono di voce: sei sarcastico?«, dice Oliver. «Sì», ribatte Hawking, dopo una breve pausa.
Oltre al suo alter ego nella pop culture, però, Hawking era noto per la battuta sempre pronta. In un’intervista del 2004 con il New York Times, disse che la “vita sarebbe una tragedia se non fosse divertente”. E si assicurò che la sua lo fosse. La sua biografia del 2013 racconta un aneddoto incredibile su come Hawking passasse con le ruote della sedia a rotelle sui piedi delle persone che non gli erano simpatiche. Quando gli è stato chiesto se fosse vero, rispose: «È solo un pettegolezzo maligno. Pesterò i piedi di tutti coloro che lo ripeteranno».

Nel 2015, gli vennero chiesti gli effetti cosmologici dell’abbandono degli One Direction da parte di Zayn Malik, e lui rispose ipotizzando l’esistenza di un universo parallelo con Zayn ancora dentro la band.Ma il suo humor non basta a spiegare perché una mente così brillante abbia deciso di dedicare il suo tempo e le sue energie per fare cameo comici. Mettendosi in mostra in vari aspetti della cultura pop, è diventato una figura alla portata di tutti, che ha aiutato i non geni tra noi a entrare in contatto con riflessioni estremamente complesse.

Ma forse il “perché” non è così importante. Hawking era affascinante, divertente e brillante, e se è riuscito a introdurre nuove persone ai suoi scritti scientifici, ha reso questo mondo un luogo migliore. Le sue apparizioni hanno cementato la sua eredità non solo come uno dei più grandi pensatori del nostro tempo, ma come una sorprendente icona pop. E se siete tristi per la sua scomparsa dovreste rileggere le sue teorie: probabilmente, in un altro universo, Hawking è diventato lo showrunner dei Simpson.

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