Ventiquattro cantanti, niente estensioni dell’ultimo minuto, niente cast che lievita strada facendo. Lo ha assicurato Stefano De Martino nella conferenza stampa dove ha cominciato a disegnare il suo primo Sanremo: «Non allargherò il numero di partecipanti, ci saranno 24 artisti e basta. Altrimenti non avremo tutto il tempo necessario». Anche perché quest’anno i big saranno tutti sul palco ogni sera e il tempo, inevitabilmente, diventa una delle questioni centrali del Festival. Tanto che c’è già un orario da segnare: «Deve finire all’1 e 03 minuti. Io dopo l’una me ne vado, poi se volete rimanere voi…», ha scherzato.
De Martino sembra voler mettere al centro le canzoni e, soprattutto, la musica italiana: «Voglio restituire una fotografia contemporanea di cos’è davvero la musica italiana oggi». Una scena che, secondo lui, gode di ottima salute: «Ho scoperto tanta musica nuova girando per festival e concerti. Ho scoperto tanti artisti italiani nuovi che hanno veramente tanto da dire. Quando si critica la musica italiana voglio dire che ne siamo pieni, ci sono nomi fortissimi ancora non approdati al Festival. Con tutte le difficoltà del caso, proveremo a portarli».
La regola, nella selezione, sarà una: prima vengono le canzoni. Anche quando gli chiedono se ci sarà un’attenzione particolare alla presenza femminile nel cast, De Martino non indica quote: «Più che un occhio di riguardo per le donne, lo avremo per i progetti interessanti. Comandano le canzoni e avere un numero per generi vorrebbe dire trascurare il focus del Festival: avere belle canzoni in gara».
Il lavoro è iniziato, ma è presto per capire quale forma prenderà il cast: «Abbiamo già ascoltato tante canzoni, ma oggi si aprono le danze, per cui da oggi arriveranno molte canzoni, quindi ancora non possiamo saperlo». L’obiettivo è anche «riportare in gara più artisti italiani di alto calibro possibili». E se i Måneskin decidessero di tornare insieme? La porta dell’Ariston sarebbe spalancata: «Se i Måneskin dovessero fare la reunion sono invitati al Festival di Sanremo. Sarebbe un bel ritorno per la musica in generale, ma siamo al 21 settembre. Se già avessi conferma della loro presenza, ve lo direi».
Per i più giovani, De Martino parla di tre artisti provenienti da Area Sanremo e tre da Sanremo Giovani: «Questo ci consentirà di trovare il meglio della nuova musica. I cantanti saranno presentati durante la fascia di prime time, cercheremo di esporli nel momento in cui abbiamo più pubblico. Questo è l’obiettivo». E poi c’è il nuovo meccanismo del Festival, che De Martino sintetizza come «tre gare in una». Martedì, mercoledì e sabato ci sarà la gara principale con i 24 big, giovedì le cover, venerdì la nuova “Serata Performance”, il cui vincitore rappresenterà l’Italia all’Eurovision. Inoltre cover e Performance saranno competizioni autonome: i loro risultati non contribuiranno alla classifica che assegnerà la vittoria di Sanremo. Un’altra novità riguarda direttamente il pubblico: «Al Festival di Sanremo si potrà votare anche online quest’anno». La Giuria Popolare sarà infatti composta da Televoto e Voto Online, che si potrà esprimere su RaiPlay previa iscrizione.
Cambiano anche le votazioni: «Quest’anno al Festival di Sanremo si potrà votare anche online», annuncia De Martino. Nelle prime due serate il pubblico avrà un peso inferiore alle giurie: martedì la Sala Stampa, Tv e Web peserà per il 67% e la Giuria Popolare per il 33%; mercoledì saranno le Radio a pesare per il 67%, contro il 33% del pubblico. Giovedì voteranno tutte le componenti previste per la gara delle cover, mentre venerdì la Serata Performance sarà decisa al 50% dalla Giuria Popolare e al 50% da una nuova Giuria Internazionale di Esperti.
Sabato si torna alla gara principale. Dopo la prima votazione della serata, dalla classifica generale usciranno da tre a cinque finalisti. E qui arriva uno dei cambiamenti più importanti: nella nuova votazione conclusiva voterà soltanto il pubblico. Non sarà però un azzeramento di ciò che è successo prima: «Gli artisti potranno fare affidamento sul tesoretto del voto dei giorni precedenti». Il voto popolare della finalissima peserà infatti per il 50%, mentre l’altro 50% sarà costituito dai risultati accumulati nelle votazioni precedenti.
Altro tema inevitabile è quello dell’intelligenza artificiale. Nel regolamento si stabilisce che le canzoni debbano essere espressione della creatività umana e si limita l’utilizzo dell’AI quando sostituisce, altera o snatura il contributo creativo. De Martino la mette in maniera più programmatica: «Vogliamo portare il tratto umano al centro dell’evento, parleremo di intelligenza artigianale invece di artificiale». E promette controlli: «Ovviamente sono tutti avvertiti nel corso di selezione: metteremo a disposizione tutti i software e i professionisti per andare alla fonte dell’intelligenza artificiale».
E l’Auto-Tune? Non viene abolito, ma dovrà avere una funzione artistica precisa. «L’Auto-Tune dovrà essere più al servizio del genere, aderente al progetto. Nessuno arriverà pretendendo di cantare come Céline Dion non sapendolo fare». E riassume tutto con una formula: «È una gara di canzoni, non di canto». Ribadisce poi che l’effetto «ci sarà solo se palese e per una questione stilistica, al bisogno della canzone».
Se l’idea è mettere al centro la musica italiana, agli stranieri resta il ruolo della «ciliegina sulla torta», come potrebbe essere Dua Lipa, nome che però non ha confermato. Ha invece spiegato: «La presenza degli ospiti internazionali è una grande ambizione da parte nostra. Ma terrei le aspettative basse: ogni giorno sento nomi diversi». Il ragionamento è semplice: «La nostra idea è riportare in gara più artisti italiani di alto calibro possibili. Quindi avere gli artisti internazionali significa avere artisti che non potrebbero essere in gara».
Ma avere 24 artisti in scena tutte le sere significa anche togliere spazio al resto. E De Martino sembra voler evitare il vecchio effetto catalogo, con una sfilata di ospiti annunciati mesi prima: «Avendo 24 artisti tutte le sere, il tempo si restringe per il resto. In questo senso per me comanda l’idea di non fare una locandina di nomi, ma di portare noi delle idee e poi coinvolgere i comici in un secondo momento. E sarà così anche per gli internazionali». Ci saranno invece gli omaggi, con una linea piuttosto larga: «Staremo attenti a celebrare tutte le eccellenze della musica italiana». Così come ci sarà il Dopofestival, a cui De Martino sembra tenere particolarmente: «Spero vi piacerà tanto, è un po’ pirata».
Poi c’è tutto quello che a Sanremo sta intorno alle canzoni, a cominciare dalle polemiche. De Martino, su questo versante, non sembra intenzionato a evitarle: «Mi sono detto: “Senza una bella polemica che Sanremo è?”. Ben vengano le polemiche, le gestiremo, ma è giusto che ognuno si esprima come vuole, nel rispetto di tutti». Non mancherà di certo la politica, visto che quello del 2027 sarà un Festival in un periodo pre-elettorale. Ma De Martino assicura che «sarà garantita la par condicio», con l’intenzione di evitare «la polarizzazione della narrazione» e mettere invece «arte e musica al centro». Persino quando gli chiedono di Emma, la risposta finisce per tornare alla sua idea di musica: «Emma l’ho invitata, ma non aveva bisogno del mio invito, lo ha già dimostrato con il suo enorme talento».















