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Simba La Rue rischia di perdere una gamba per «negligenza evidente» di San Vittore

Il trapper era stato accoltellato dopo il sequestro di Touché e ora è detenuto con le accuse di tentato omicidio e sequestro di persona. L’operazione però è in ritardo per problematiche burocratiche

Simba La Rue

Foto press

Simba La Rue rischia di perdere una gamba dopo essere stato accoltellato da una gang rivale. Ma quel che stupisce – e viene sottolineato anche dal medico legale – è che le sue condizioni di salute si starebbero aggravando a causa del prolungarsi della detenzione. Il rapper, infatti, avrebbe dovuto già essere ricoverato in ospedale da diversi giorni, come stabilito anche dal giudice Guido Salvini che ne aveva disposto il trasferimento. Ma allora perché Mohamed Lamine Saida è ancora in cella?

«La criticità maggiore è quella a carico del nervo femorale. Infatti è fattuale ed è documentato strumentalmente che il Saida abbia riportato tale duplice lesione nervosa: lesione che dovrà essere ragionevolmente trattata chirurgicamente», ha scritto il medico legale. Una valutazione accolta dal giudice che ne aveva disposto il ricovero al San Gerardo di Monza per sottoporsi a una delicata operazione chirurgica già programmata. Il problema, come purtroppo spesso accade in Italia, sono ora le pratiche burocratiche che hanno subìto nel mese di agosto ulteriori lungaggini: per questo motivo Simba La Rue non è ancora potuto uscire dalla sua cella.

Il 23enne è detenuto nel carcere di San Vittore dopo l’arresto legato al sequestro di Touché (all’anagrafe Amine Mohamed Amagour), altro giovane rapper considerato a capo di una baby gang. Nella stessa operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Milano, con le accuse di tentato omicidio e sequestro di persona, erano finite in manette altre nove persone, tutte sospettate di far parte di due gruppi che da qualche tempo si fronteggiavano a suon di minacce sui social passate poi alle vie di fatto tanto che i carabinieri hanno descritto questi gruppi organizzati «da regole di fedeltà reciproca e di omertà» che hanno compiuto «reiterati episodi di violenza» e che sarebbero andati al di là della «conflittualità determinata dalle rivalità nella diffusione delle rispettive produzioni musicali». E pare che alcuni lo abbiano ammesso agli inquirenti: «Siamo in guerra».

E ora in questa storia c’è chi rischia di rimanere segnato a vita. È Simba La Rue, che nella vicenda giudiziaria è difeso dall’avvocato Niccolò Vecchioni. Non solo per il gesto sconsiderato di una gang a lui contrapposta, ma anche per le inefficienze del sistema carcerario italiano. Era il 26 agosto quando venne visitato prima dell’operazione che si sarebbe dovuta tenere il 12 settembre. Ad oggi, però, Mohamed Lamine Saida si trova ancora carcerato. Tanto che il gip ha rimarcato la «negligenza evidente e grave» da parte di San Vittore, oltre a ricordare le sue diverse segnalazioni per sbloccare la situazione.

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