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Si esce così e così dagli anni ’90

Richard Ashcroft e Tom Morello non hanno niente in comune, ma sono ancora qua ed è come se si fossero invertiti i ruoli: Richard fa il roots rock sbattendosene della contemporaneità, al centro invece del nuovo album di Tom Morello.

Si può essere eroi per un giorno solo, diceva quel tizio, appena trasferitosi a Berlino, oppure per una stagione – gli anni ’90 -, e su quella stagione camparci per tutta la vita. Richard Ashcroft e Tom Morello non hanno niente in comune, anzi potrebbero essere considerati ai vertici opposti di due fazioni, quella dei ’90 inglesi, fighetti ed edonisti, e quella dei ’90 americani, tutti furore, rabbia giovanile e grandi cause da affrontare.

Sono ancora qua – eh già – ma è come se si fossero invertiti i ruoli: Richard con Natural Rebel confeziona un disco di roots rock, con il santino di Dylan sul comodino e la volontà di sbattersene delle contemporaneità. Che invece colpisce alla velocità di un Frecciarossa The Atlas Underground di Morello, che vuole risultare molto moderno e chiama producer di area EDM e rapper di grido.

Il risultato è un po’ come quando tua zia cerca di fare la simpatica con la tua fidanzata a Natale, con grande imbarazzo. Anche se poi, sotto sotto, sai che le vuoi comunque molto bene

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