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Sergio Pizzorno: “Il rock di oggi suona stanco”

Per il chitarrista dei Kasabian, meglio la scena elettronica o l'hip hop: "Più creativi". E spera che la band diventi come i Beastie Boys

I Kasabian si preparano a far uscire la prossima settimana il nuovo 48:13 mentre a fine giugno saranno fra gli headliner di un tempio del rock come il festival di Glastonbury: eppure la band di Leicester sente che il loro genere di appartenenza soffre la concorrenza di altri stili musicali.

Intervistato dal Daily Record, Sergio Pizzorno ha parlato della posizione “né carne né pesce” dell’attuale incarnazione dei Kasabian, arrivando a dichiarare che forse è un bene che la formazione sia al di fuori della tradizionale scena rock.

Abbiamo sempre occupato una nostra nicchia, e lo scenario ideale sarebbe non stare in alcuna scena, perché è così che continueremo a sentirci liberi di fare qualunque cosa ci venga in mente. Invece dall’interno di una determinata scena è difficile muoversi in qualunque direzione.

E continua: “Lungi da me l’intenzione di paragonarmi a gente come Beck, i Beastie Boys o i Radiohead – questi sono artisti che possono fare ciò che vogliono e le loro uscite sono libero di essere qualunque cosa, senza appoggiarsi a formule. Questa è anche la nostra intenzione”.

Infine Pizzorno commenta sulla scena rock dura e pura, e le sue sono osservazioni da appassionato, prima di tutto. Difficile non essere d’accordo con lui quando dice che…

La scena musicale che si fonda sulla chitarra elettrica sembra fare fatica a tenere il passo con quello che accade. Esiste della musica elettronica e dell’hip hop che sono incredibili, molto creativi, e invece il rock arranca.

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