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Senza vaccino per il coronavirus il pubblico americano non vuole andare ai concerti


Secondo un sondaggio di Reuters/Ipsos, meno della metà degli americani prevede di andare a uno spettacolo dal vivo prima di una soluzione definitiva alla crisi sanitaria

Foto: Nathan Dobbelaere

Meno della metà degli americani è disposta a vedere un concerto, un film al cinema, un evento sportivo o un qualunque tipo di spettacolo dal vivo prima dell’arrivo del vaccino per il coronavirus. Lo dice un sondaggio di opinione elaborato da Reuters/Ipsos e pubblicato nella giornata di martedì.

Dei 4429 intervistati, solo il 27% approfitterebbe delle riaperture di locali, cinema e stadi. Il 32% dice di voler aspettare un vaccino e, nel complesso, il 55% è convinto che nessuno di questi spettacoli dovrebbe riprendere prima di una soluzione definitiva alla crisi sanitaria. “Anche se avessimo la possibilità di assistere a questi eventi, il pubblico non parteciperà finché non si sentirà davvero al sicuro”, ha detto Victor Matheson, specialista di economia dello sport del College of the Holy Cross del Massachusetts. “Andiamo alle partite per divertirci, e non è possibile divertirsi se invece di pensare ai giocatori in campo ti preoccupi della persona che tossisce a due file di distanza”.

Al momento, però, sul vaccino non ci sono certezze. L’opzione migliore sembra quella del Lenner Institute dell’università di Oxford, che di recente ha annunciato i risultati di uno studio condotto su sei esemplari di macaco. Dopo 28 giorni dalla somministrazione del vaccino, nessuno degli animali presenta tracce di presenza del virus. Il ricercatore Vincent Munster ha parlato dello studio al New York Times, e ha detto che se tutto dovesse andare secondo i piani il vaccino potrebbe essere diffuso già a settembre.

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