«Sempre dalla mia parte»: Bruce Springsteen ricorda Dave Marsh | Rolling Stone Italia
Uno di famiglia

«Sempre dalla mia parte»: Bruce Springsteen ricorda Dave Marsh

Lo scrittore e giornalista morto venerdì non è stato solo il suo primo biografo, ma anche un caro amico. «Mi auguro che, ovunque si trovi, stia ricevendo almeno una parte della grazia, della felicità e del bene che mi ha dato»

«Sempre dalla mia parte»: Bruce Springsteen ricorda Dave Marsh

Bruce Springsteen

Foto: Rob DeMartin

Bruce Springsteen ha reso omaggio anche a nome della E Street Band allo scrittore e giornalista Dave Marsh scomparso venerdì 14 agosto a 76 anni d’età. «Qui sulla E Street la perdita dell’insostituibile Dave Marsh ci ha spezzato il cuore», ha scritto su Instagram. «Il mio grande amico Dave, col suo fare da vero duro tipico di Detroit, è stato un vero rocker per tutta la vita. Aveva anima, intelligenza, passione, carattere, sapeva essere tagliente e spesso era magnificamente polemico. Guardare lui e Jon Landau che ammattivano su qualche oscuro dettaglio musicale mi metteva di buon umore».

Oltre ad aver scritto su Rolling Stone, Marsh è stato nella redazione di Creem e ha scritto per il Village Voice e altre testate negli anni d’oro del giornalismo musicale. Due suoi libri su Springsteen sono stati negli anni ’80 il punto di riferimento per chi voleva saperne di più su Bruce in anni in cui reperire informazioni attendibili non era facilissimo. Si tratta di Born to Run del 1979, uscito in Italia per Gammalibri nel 1983 col titolo Nato per correre, e del sequel Glory Days, pubblicato in Italia nel 1988, quindi dopo il boom di Born in the U.S.A., da Sperling & Kupfer.

«Ha scritto il primo libro su di me, Born to Run, ed è sempre stato dalla mia parte», scrive Springsteen. «Credeva profondamente in quello che facevo e il suo appoggio, durato una vita, ha significato tantissimo per me. Più di ogni altra cosa, ne ammiravo coscienza e principi. Ha vissuto restando fedele ai suoi valori, a tutti i costi. Mi auguro che, ovunque si trovi, stia ricevendo almeno una parte della grazia, della felicità e del bene che ha portato nella mia vita. Dio ti benedica, Dave».

Marsh è stato effettivamente uno dei primi giornalisti a sostenere Springsteen su Creem, prima che grandi giornali come Time e Life lo mettessero in copertina. È anche la persona che ha accompagnato l’amico e giornalista Jon Landau a vedere per la prima volta Springsteen in concerto nel 1974, incoraggiandolo a scriverne nel famoso articolo contenente la frase “ho visto il futuro del rock” su Real Paper. Landau è poi diventato il braccio destro del rocker. Marsh è anche l’autore della prima cover story su Springsteen per Rolling Stone nel 1978. Ha scritto 25 libri tra cui Before I Get Old: The Story of the Who, nato dalle conversazioni con Pete Townshend dopo la prima separazione degli Who negli anni ’80.

Marsh e Springsteen erano legati anche da un altro motivo. Nel 1979 il giornalista ha sposato Barbara Carr, che per molti anni ha fatto parte del management del musicista. La morte a soli 21 anni della loro figlia Kristen Ann Carr ha dato il via ad alcuni concerti benefici a cui ha partecipato Springsteen.

Il post di Bruce Springsteen per Dave Marsh su Instagram