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Secondo Live Nation, i grandi concerti potrebbero tornare nell’estate 2021

Lo ha detto a investitori e analisti Michael Rapino, CEO del colosso che ogni anno stacca nel mondo 500 milioni di biglietti di 4000 artisti. Troppo ottimista?

Foto: Nils Schirmer/Unsplash

Nessuno si fa più alcuna illusione circa il ritorno in breve tempo dei grandi concerti. Non parliamo delle esibizioni di fronte a 1000 persone come quelle che si sono svolte questa estate e che oggi sono vietate, ma gli show negli stadi, nei palasport, ai festival. I grandi assembramenti, insomma.

Ad accendere qualche speranza è Michael Rapino, CEO della multinazionale della musica dal vivo Live Nation, un colosso che ogni anno stacca nel mondo 500 milioni di biglietti di 4000 artisti. Nel presentare i risultati del terzo trimestre a investitori e analisti, come riportato da IQ, Rapino ha spiegato la società pensa che il ritorno dei grandi concerti possa avvenire nell’estate del 2021. All’inizio della pandemia l’ipotesi sembrava spaventosa, ma ragionevole. Oggi, in piena seconda ondata, farebbe tutti contenti.

Rapino ha presentato i risultati prevedibili, ma nondimeno disastrosi della società nel terzo trimestre del 2020, la stagione che va da giugno a settembre, quella degli eventi dal vivo: si è registrato un calo delle entrate del 95% che sarebbe stato ancora più pesante se non ci fossero stati concerti nei drive-in, col distanziamento sociale e a pagamento in streaming.

«Stiamo lavorando a una road map per tornare a fare concerti in sicurezza. I progressi nelle tecniche per effettuare i test e nello sviluppo dei vaccini sono incoraggianti e ci permettono di delineare dei piani», ha detto Rapino che si «aspetta che i concerti tornino su larga scala nell’estate del 2021». Ovviamente «la tempistica varierà da zona a zona, perciò continueremo ad essere flessibili».

Rapino ha anche detto che Live Nation, in collaborazione con un team di esperti, sta sviluppando una serie di procedure igienico-sanitarie che permetteranno di fare concerti in sicurezza prima dell’arrivo del vaccino. Lockdown permettendo, ovviamente.