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Sanremo 2023, c’è il regolamento

Dopo le polemiche del 2022, sono presenti sia una norma-Morandi, sia due norme-Jovanotti

Sanremo 2023, c’è il regolamento

Amadeus

Foto: Pigi Cipelli/Mondadori portfolio via Getty Images

La Rai ha reso noto il regolamento di Sanremo 2023. Presentato da Amadeus, che ne è anche direttore artistico, il festival andrà in onda dal 7 all’11 febbraio seguendo il copione di Sanremo 2022: 25 campioni in gara, inclusi i tre finalisti di Sanremo Giovani.

Le canzoni saranno votate dal pubblico a casa, dai 150 della Giuria della sala stampa, tv, radio e web, dai 300 delle Giuria demoscopica.

Nella prime due serate, nel corso delle quali si sentiranno complessivamente tutte le canzoni (12 o 13 pezzi nel corso della prima, 13 o 12 la seconda), voterà la sala stampa. Sarà divisa in tre parti: giuria della carta stampata e tv; giuria delle radio; giuria del web. Ognuna peserà per un terzo. Al termine della seconda serata verrà stilata una classifica congiunta di tutte le 25 canzoni in gara.

Nella terza serata si risentiranno tutte e 25 le canzoni. Il voto sarà affidato per il 50% al televoto e per l’altro 50% alla giuria demoscopica.

Nel corso della quarta serata la votazione sarà per il 34% affidata al televoto, per il 33% alla giuria sala stampa, per il rimanente 33% alla demoscopica. La nuova classifica sarà determinata attraverso una media media tra le percentuali complessive di voto ottenute nel corso della serata e quelle ottenute nelle serate precedenti.

Infine, nella quinta e ultima serata ci sarà solo il televoto, che andrà a sommarsi alle precedenti classifiche. I tre finalisti saranno infine oggetto di una nuova votazione da parte di televoto (34%), giuria sala stampa, tv, radio, web (33%), giuria demoscopica (33%) da cui uscirà il vincitore del 73° Festival della canzone italiana.

È confermata la cosiddetta serata-evento dedicata alle cover, la quarta. Se nel 2022 gli artisti potevano scegliere di cantare con ospiti, nel 2023 «dovranno esibirsi» con ospiti italiani o stranieri «di conclamata fama». Si specifica come l’anno scorso che il repertorio può essere sia italiano, sia internazionale e può spaziare dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1999. «Non si esclude» recita il regolamento in quello che potremmo chiamare scherzosamente norma-Morandi, ovvero la risposta ai dubbi di chi aveva contestato la scelta di Gianni Morandi di cantare pezzi propri e non di altri «la possibilità che un artista possa scegliere un brano da egli stesso pubblicato nel periodo sopra indicato, previa valutazione e autorizzazione del Direttore Artistico».

Ci sono anche due, chiamiamoli così, norme-Jovanotti. Gli artisti ospiti della serata delle cover potranno legittimamente partecipare ad altri momenti di spettacolo del festival senza che questo sia considerato svantaggioso per gli altri concorrenti. Ovvero: se un Morandi duetta con un Jovanotti nella serata delle cover, il secondo potrà apparire sul palco anche in altre occasioni senza che i concorrenti possano dirsi svantaggiati. Inoltre, non viene posta più una data di iscrizione degli ospiti al festival: significa che potranno unirsi anche all’ultimo momento, come fatto da Jovanotti quest’anno, senza che vi possa essere alcuna contestazione.

In quanto alla selezione delle canzoni, Amadeus procederà, avvalendosi di una commissione, «secondo criteri che terranno conto della qualità e originalità delle canzoni, nonché dell’interpretazione e dei requisiti di contemporaneità, fama e valore riconosciuti degli Artisti interpreti-esecutori».

Le richieste dovranno pervenire entro il 28 novembre 2022 a RAI – Organizzazione del Festival, via Montesanto 68, 00195 Roma o per email all’indirizzo produzionesanremo@rai.it. Qualora una canzone contenga stralci di altra canzone edita dello stesso autore, il direttore artistico e/o RAI dovranno esserne informati in forma scritta. Amadeus avrà facoltà di annunciare i partecipanti a partire da sabato 3 dicembre.

Si specifica che le canzoni, che non dovranno superare i quattro minuti di durata, verranno considerate inedite anche se sono state «interpretate e/o eseguite dal vivo (ovvero diffuse in versione registrata) in un contesto privato e/o familiare o comunque al di fuori dell’esercizio della professione artistica seppure sia avvenuta una ripresa e/o registrazione e/o riproduzione da chicchessia, anche se l’Artista ne abbia avuto contezza».

Il regolamento ammette anche la presenza negli inediti di loop, campionamenti generici, basi musicali ritmiche, «intesi come elementi musicali preesistenti al brano nuovo, anche in commercio», fermo restando che l’aggiunta di tali elementi deve «determinare un brano dalle caratteristiche originali, sulla base delle valutazioni insindacabili di RAI e del Direttore Artistico».

Il regolamento completo è consultabile a questo link.

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