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“S.P.A.C.E.”, il nuovo disco dei Calibro 35 spiegato traccia per traccia

Il nuovo album, registrato al mitico Toe Rag studio di Londra, contiene 14 nuove canzoni spaziali, ascoltale qui

"S.P.A.C.E.", il nuovo disco dei Calibro 35

"S.P.A.C.E.", il nuovo disco dei Calibro 35

È uscito oggi S.P.A.C.E., mettete via i passamontagna, questa volta dovrete indossare delle ingombranti tute da astronauta se vorrete seguire i passi di Calibro 35: dopo quattro dischi in studio dedicati a investigare le sonorità legate alle atmosfere noir, questa volta i nostri ci portano nello Spazio profondo.

S.P.A.C.E. è stato registrato in quello che senza esitazioni possiamo definire il più bello studio vintage del mondo – quel Toe Rag di Londra da cui è uscito ad esempio Elephant dei White Stripes. Lavorando su nastro analogico con solo 8 tracce a disposizione il disco è stato realizzato esattamente come si sarebbe fatto nel 1966: tutti i musicisti nella stessa stanza con i propri strumenti e amplificatori, senza cuffie, con il suono che si espande nell’aria e diventa elemento fondamentale delle registrazioni. Una metodologia che crea i presupposti ideali per l’interazione musicale e la mutua ispirazione tra i partecipanti; lontana anni luce dalle produzioni “in vitro” a cui siamo abituati ai giorni nostri.

Come il precedente album Traditori di Tutti, S.P.A.C.E. uscirà distribuito in tutto il mondo per l’etichetta Milanese Record Kicks. I nuovi eroi dello Space funk ce lo raccontano traccia per traccia.

S.P.A.C.E. è uscito il 6 novembre per l’etichetta Milanese Record Kicks

S.P.A.C.E. è uscito il 6 novembre per l’etichetta Milanese Record Kicks

01. 74 Days After Moonlanding

Prologo del disco. L’astronave CLBR35 è da tempo atterrata sulla Luna ma le cose non sono andate tutte come previsto. Atmosfera di suspence, incognito.

02. S.P.A.C.E.

Titoli di testa. In questo disco ci interessava spostarci su una scrittura più propriamente cinematografica con numerosi cambi di scena e atmosfera e questo brano – magistralmente scritto e arrangiato da Massimo – è stato fondamentale nel definire la direzione. Un tentativo di unire il suono classico dei calibro a quello che è il concept spaziale, con un utilizzo più nero dei fiati e una parte centrale dove il flauto e l’organo si scambiano il ruolo da solisti. Gran finale con gli ottoni in primo piano.

03. Bandits on Mars

Ormai il film entra nel vivo e i nostri eroi sono sul pianeta rosso dove affrontano un inatteso avversario, riuscendo però a scampare il pericolo e capovolgere la situazione.
Titolo di lavorazione di questo pezzo era “Minaccia” e credo che la dicesse lunga sui nostri intenti. Musicalmente la chiave di volta del brano è stata trovare una soluzione per noi inusuale (l’utilizzo dei sintetizzatori) per una composizione riff-based abbastanza classica per noi Calibro.

04. Brain Trap

Per sfuggire alla furia dei protagonisti il Nemico utilizza un’arma proibita: una trappola mentale che immobilizza istantaneamente chiunque capiti nel raggio dei suoi raggi Gamma.
Il duello musicale è tra la batteria trattata di Fabio e un sintetizzatore sample and hold suonato da Massimo. Atmosfera distorta, perdita di coscienza.

05. Ungwana Bay Launch Complex

Il radar della base di lancio di Ungwana bay da cui partirono tutti i viaggi spaziali Italiani ha da tempo perso contatto con CLBR35, ma si confida ancora in un ripristino delle comunicazioni. Il brano è scritto interamente da Luca e tutti noi abbiamo cercato di rendere il groove e il tema spiccatamente Afro, il più spaziale possibile.

06. An Asteroid Called Death

La fuga del Nemico continua e i nostri eroi lo inseguono sul suo asteroide, astro inospitale a gravità variabile dove non perdere il senso del tempo e dello spazio è praticamente impossibile. Brano di natura spiccatamente psichedelica con la straordinaria partecipazione delle voci degli OoopopoiooO (Vincenzo vasi e Valeria Sturba).

07. Thrust Force

È il momento di un altro confronto tra CLBR35 e le truppe spaziali del nemico, chi avrà la meglio?
Assieme ai brani più oscuri e dilatati, è il brano del disco che forse più manifesta l’intento di unire gli elementi più ballabili dei brani uptempo dei calibro con l’immaginario spaziale, gli organi, i sintetizzatori, il groove e le chitarre il tutto con un occhio, anzi un orecchio, alla melodia riconoscibile e alla grande scuola italiana nell’utilizzo dei fiati questa volta in versione “big band”. Gianni Ferrio docet.

08. A Future We Never Lived

Le forze del male hanno avuto la meglio e i nostri battono in ritirata. I contatti con la Terra sono ormai persi da tempo e i progetti di un futuro migliore sembrano sogni passati destinati a non avverarsi. Il brano forse più atipico del disco, con groove wonky e tema melanconico.

09. Universe of 10 Dimensions

Tempo di investigare nuove possibilità, nuovi mondi, nuovi universi in cui si moltiplicano le dimensioni possibili.La scrittura di questo brano mi piace tantissimo con un cambio di tempo inaspettato a metà e uno strumento molto molto atipico (il fagotto) tra i protagonisti.

10. Across the 111th Sun

CLBR35 è di nuovo in volo tra i pianeti per un jazz funk sospeso tra Can, Headhunters e Gong.

11. Something Happened on planet Earth

Finalmente si ristabiliscono le comunicazioni con Ungwana Bay, le macchine funzionano, il sonar rimanda il segnale ma di civiltà nessuna traccia. Forse il Pianeta Terra è spacciato per sempre.

12. Violent Venus

CLBR35 alla riscossa su Venere, il Nemico non ha scampo.

13 e 14. Neptune e Serenade for a satellite


Epilogo del disco.

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