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Roger Waters: «I governi occidentali alimentano con le armi la distruzione dell’Ucraina»

In una lettera aperta a una diciannovenne ucraina, il musicista dei Pink Floyd condanna l’invasione «criminale» di Putin, ma aggiunge che l’Occidente «alimenta il fuoco che distruggerà il Paese»

Roger Waters

Foto: Diego Baravelli/Fotoarena/Sipa via AP Images

In una lettera aperta indirizza a una ragazza ucraina di 19 anni di nome Alina Mitrofanova, Roger Waters condanna la «disgustosa» invasione dell’Ucraina da parte di Putin, invasione che considera «criminale, l’atto di un gangster», e promette che farà «di tutto per aiutare a ridare la pace a te, alla tua famiglia, al tuo bel Paese». La lettera è trascritta in un video che ha come colonna sonora The Gunner’s Dream dei Pink Floyd di The Final Cut.

Fan di Waters e dei Pink Floyd, Mitrofanova aveva sollecitato Waters a prendere posizione: «Non capisco come mai l’autore di tante canzoni contro la guerra non abbia ancora parlato di questa tragedia». Nella risposta, oltre ad auspicare un immediato cessate il fuoco, Waters afferma che «i governi occidentali alimentano il fuoco che distruggerà il tuo bel Paese fornendo armi all’Ucraina al posto di impegnarsi nella diplomazia necessaria per fermare il massacro».

Waters aggunge che farà di tutto per fermare la guerra «senza sventolare alcuna bandiera», un atteggiamento che secondo lui incoraggia il massacro. «È quello che desiderano i criminali: vogliono vederci sventolare bandiere. Così possono dividerci e a controllarci, creando una cortina fumogena d’inimicizia per privarci sulla nostra innata capacità di entrare in empatia gli uni con gli altri. E intanto loro saccheggiano e violentano il nostro fragile pianeta».

Nella lettera, Waters cita la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, aggiungendo che «ho lottato duramente per promuovere e sostenere i diritti umani dei fratelli e delle sorelle in tutto il mondo e sostengo te e i tuoi fratelli adesso, con tutto il cuore». Waters ne ha anche per «i falchi criminali di Washington» e contesta l’affermazione della fan, secondo la quale l’Ucraina era libera dai neo nazisti (Putin ha detto che l’operazione militare russa serve anche a “denazificare” il Paese).

Waters si augura «disperatamente» che Zelensky «non sia un criminale e che faccia di tutto negli interessi della sua gente esigendo che gli americani partecipino al tavolo» delle trattative. «È però triste constatare che tanti leader mondiale sono criminali e il mio disprezzo per loro non è iniziato la scorsa settimana con Putin».

In gennaio, Waters aveva postato sul suo profilo Facebook uno scritto di Vladimir Putin sulle memorie di guerra della sua famiglia, accompagnandolo col messaggio: «La prossima volta che sentirete i guerrafondai agitare e affilare le sciabole sull’Ucraina o da qualche altra parte, leggete questi ricordi di famiglia della Seconda guerra mondiale di questo tizio russo».

Waters si era già espresso una decina di giorni fa sulla guerra in un’opinione scritta per Brave New Europe in cui definiva la Russia «un vero paradiso per criminali capitalisti neoliberali modellato sugli Stati Uniti durante il periodo dell’orribile ristrutturazione sotto Boris Eltsin».

Non dovrebbe quindi sorprendere, scriveva Waters, «che il suo leader autocratico e forse squilibrato, Vladimir Putin, non abbia più rispetto per la Carta delle Nazioni Unite e per il diritto internazionale di quanto ne abbiano avuto i recenti presidenti degli Stati Uniti o i primi ministri d’Inghilterra».

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